Il Consiglio comunale approva il DUP in seconda convocazione

Il Consiglio comunale approva il DUP in seconda convocazione

Presto la sala consigliare sarà trasferita alla sede dell’ex Tribunale

Il consiglio comunale anche questa volta ha avuto bisogno della seconda convocazione, infatti, dopo essersi riunito mercoledì pomeriggio, presso la sala consiliare al primo piano del Teatro “Curci”, ha rinviato a ieri in seduta pomeridiana la discussione sul Documento Unico di Programmazione al quarto punto all’ordine del giorno. In apertura della seduta del giorno 8, si è appreso dalla Presidente del Consiglio comunale che per iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, in collaborazione con la Segreteria Generale e il Sindaco, si sta lavorando per trasferire la sede per le assemblee dello stesso Consiglio comunale presso l’ex Tribunale, anche per motivi di sicurezza oltre che per fornire un luogo più idoneo e moderno alla massima assise cittadina. Si è iniziato con le domande di attualità, interpellanze dei consiglieri all’Amministrazione. Le questioni affrontate in quasi due ore dedicate al punto: dall’interrogazione sullo stato dell’arte della Casa di Riposo “Regina Margherita” all’ennesima interrogazione della consigliera Campese (Sinistra Italiana) per impedire la demolizione di Palazzo Tresca, edificio ottocentesco in pieno centro cittadino. Affrontando il punto riguardante la retrocessione di aree in via degli Artigiani a favore della ditta Rigenera di Sfrecola Cosimo Damiano, il provvedimento illustrato dall’assessore al Bilancio, Vittorio Pansini, è stato poi approvato con 15 voti favorevoli.

Con il terzo punto all’ordine del giorno (Ratifica delibera di Giunta n. 206/2017 di variazione d’urgenza al Bilancio di previsione 2017/2019, annualità 2017 – art. 42, comma 4, e art. 175, comma 4, D.lgs. n. 267/2000) si è aperta una lunga discussione riguardo allo spostamento di una somma di denaro di € 500.000, da un capitolo di Bilancio a un altro, che la Giunta ha destinato al recupero della Scuola elementare “M. D’Azeglio” dopo averne previsto la chiusura all’inizio di settembre 2016, creando non pochi problemi logistici per le famiglie utenti del servizio scolastico della più antica scuola della città. La somma di denaro è stata praticamente tolta dal recupero dell’ex convento di Sant’Andrea in via Mura San Cataldo, che versa in condizioni drammatiche rischiando seriamente il crollo. Il costo totale necessario per i lavori ammonterebbe a più di tre milioni di euro nella più completa delle ipotesi sul tavolo. Cascella ha ricordato: «Non è stato semplice scegliere di firmare quell’ordinanza di chiusura della scuola. Ricordo che oltre i vincoli di legge esistono anche i vincoli morali per rispondere ai criteri migliori di sicurezza per il recupero di quella scuola, di cui anche la progettazione fa parte. Si tratta di una ratifica di una presa di responsabilità che come Giunta abbiamo già sentito di assumerci». La delibera è stata approvata con 17 voti a favore di cui i tre dei socialisti che avevano dichiarato di adeguarsi alla decisione, al riguardo, della maggioranza. Nel passare al quarto punto, il numero legale è venuto meno riprendendo la discussione ieri pomeriggio.

Una non troppo lunga discussione, anche se iniziata in ritardo, come di consueto, rispetto all’orario di convocazione, facendo ipotizzare alla consigliera Giuliana Damato (PD) su Facebook di cambiare il Regolamento togliendo il gettone di presenza a quei consiglieri che non rispettano l’orario. Ricordato dalla stessa consigliera che da oltre due anni è stato promosso un Regolamento per le alienazioni e valorizzazioni degli immobili di proprietà comunale, ma non è stato mai proposto nessun tipo di bando volto ad incentivarne l’utilizzo.

Con dieci voti favorevoli e due astenuti (i socialisti) la delibera è stata approvata.