Docu-film di Foschini: verità nella memoria di Giulio Regeni

Docu-film di Foschini: verità nella memoria di Giulio Regeni

Intitolata al giovane ricercatore la sala letture della biblioteca

La memoria ha il compito di tenere accesi i riflettori su un passato, in questo caso neanche troppo lontano, che ha sconvolto l’intera comunità italiana, e non solo. Il caso di Giulio Regeni, giovane ricercatore rapito, torturato e ucciso in Egitto fra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2016, rischia di restare uno degli interrogativi irrisolti della storia italiana. Tante le intitolazioni alla sua memoria in biblioteche e aule-studio in tutto il Paese. Da ieri sera, anche Barletta è più vicina alla famiglia Regeni, esprimendo anche la sua voglia di verità attraverso l’intitolazione della sala lettura della biblioteca comunale “S. Loffredo” presso il Castello, dopo aver esposto a caratteri cubitali proprio di fronte il Palazzo di Città, nelle settimane successive al ritrovamento del cadavere evidentemente torturato di Giulio, l’ormai consueto cartello giallo con una richiesta di “Verità per Giulio”. La cerimonia di ieri è stata inserita a margine di una giornata di studi e presentazione degli argomenti vincitori di borse di studio per ricercatori intervenuti sul tema della storia di Barletta, organizzato dal Centro Studi Normanno-Svevi.

Dopo che il sindaco Pasquale Cascella e una ricercatrice del territorio hanno scoperto la targa commemorativa presso la sala della biblioteca, nella Sala rossa “Vittorio Palumbieri” si è data visione del docu-film “Nove giorni al Cairo”, realizzato per il quotidiano La Repubblica dal giornalista barlettano Giuliano Foschini con Carlo Bonini. Cinquanta minuti per un lavoro coraggioso e di valore, che si guarda con rabbia e accresce l’esigenza di dare delle risposte vere a questa vicenda; il lavoro è stato pubblicato da Repubblica in una breve Web-serie: un’inchiesta fatta d’interviste, testimonianze e ricostruzione dei giorni trascorsi dalla scoperta della scomparsa del giovane fino al ritrovamento del suo cadavere vicino una prigione egiziana. Una questione per cui la diplomazia italiana della Farnesina non ha certo fatto una bella figura, non ricevendo ancora delle risposte certe ufficiali. Dopo la proiezione del film si è proceduto a colloquiare con Foschini in un incontro con la consigliera comunale (PD) Giuliana Damato. È importante che anche Barletta esprima la propria volontà ufficiale, al fianco delle istituzioni, di chiarezza su quanto accaduto.

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