Attivisti 5 stelle: «A Barletta c’è una classe politica opaca»

Attivisti 5 stelle: «A Barletta c’è una classe politica opaca»

La nota a firma di Savio Chiariello ed Emanuele Caldarola

«Come si può verificare la produttività dei consiglieri comunali? Che lavoro svolgono per il miglioramento delle condizioni di vivibilità nella nostra città? I quarantotto euro a cui hanno diritto per ogni riunione di commissione consiliare della durata media di quasi un’ora, sono ben spesi? Per rispondere a queste domande, la collettività ha a disposizione uno strumento fortemente voluto dal Movimento 5 stelle che nel novembre di tre anni fa in consiglio comunale, fece approvare una mozione denominata “Amministrazione trasparente”.La proposta, votata a grande maggioranza dai consiglieri presenti con i soli pareri contrari di Michele Lasala, Maria Campese e Pier Paolo Grimaldi, impegnava l’amministrazione comunale e i presidenti delle commissioni consiliari ad attivarsi in tempi brevi affinché si pubblicassero tutti i verbali delle sedute di commissione sull’Albo Pretorio on-line.In quanti hanno tenuto fede a quell’impegno, anche se non obbligatorio? Quanti ritengono che la trasparenza sia un elemento centrale dell’operato di qualsiasi compagine politica?» Così Savio Chiariello ed Emanuele Caldarola, Attivisti 5 Stelle, introducono la nota nella quale denunciano la mancanza di trasparenza nelle attività consiliare della politica barlettana.

«I dati ricavati dal sito istituzionale del Comune sono imbarazzanti: appena il 53% di verbali resi pubblici relativamente alle sedute svolte da gennaio 2015 a luglio 2017.Solo la II commissione “Attività produttive” li pubblica con regolarità certosina*; un paio,”Ambiente” e “Cultura” si “dimenticano” di farlo una volta ogni dieci incontri, mentre seicommissioni permanenti su nove ne pubblicano meno della metà.La commissione peggiore da questo punto di vista è la V, “Pianificazione del territorio”, presieduta da Antonio Santeramo del Partito Democratico e formata dai consiglieri Alfarano e Dicorato del gruppo misto, Campese (Sinistra Unita) e Ventura (PD): appena il 9% di pubblicazioni corrispondente a dodici verbali su centotrentaquattro sedute.Dai verbali di commissione si possono dedurre importanti informazioni: gli argomenti trattati, le posizioni dei partiti e dei consiglieri sui singoli temi, l’assiduità degli incontri che non sempre va a braccetto con l’operatività, le presenze dei consiglieri, la durata e la qualità dei lavori.Senza volerci addentrare nel merito dei verbali che con una certa frequenza risultano striminziti e poveri di contenuti, evidenziamo lo stacanovismo delle commissioni “Controllo e Garanzia”, e”Attività produttive” rispettivamente con 220 e 213 sedute svolte in poco più di due anni di attività dall’approvazione della delibera. Sicuramente avranno prodotto una mole di lavoro enorme a fronte dei circa 10.000 euro lordi di gettoni di presenza percepiti in media da ciascun consigliere.Il nostro auspicio è che i cittadini possano cogliere l’opportunità di utilizzare questo strumento come un indice della trasparenza e qualità della macchina politico-amministrativa barlettana: se riterranno soddisfacente il lavoro dell’attuale classe politica, potranno decidere di riconfermarla; altrimenti potrebbe essere l’occasione buona per regalarsi finalmente un’amministrazione a 5 stelle.*Nota per redazioni:Una curiosità sulla II commissione presieduta da Pietro Sciusco (Sinistra Unita): tra il 2015 e metà2016 aveva fatto pubblicare un verbale su oltre cento sedute e solo a seguito di una discussione su
una rotonda di via Madonna della Croce è emersa sulla stampa la totale mancanza di trasparenza.Da allora è stato profuso il massimo impegno tanto da passare dall’1% al 99% delle pubblicazioni.Potrebbe essere un bel precedente da cui possono trarre spunto tutte le altre commissioni deficitarie come “Affari generali” (I), “Affari finanziari” (III), “Sociale” (IV), “Lavori Pubblici”(IV) e “Controllo e Garanzia”, gestite dai presidenti Bruno (PD), Dicataldo (Buona Politica),Grimaldi (Area popolare), Basile (Adesso Puoi) e Marzocca (Socialisti) che si fermano rispettivamente al 40%, 34%, 45%, 31% e 22% di pubblicazioni».