Disfida: identita’ cittadina e nazionale

Disfida: identita’ cittadina e nazionale

Due giornate all’insegna di Umanesimo e Rinascimento

Il 13 febbraio 1503 tredici cavalieri italiani festeggiavano un’importante vittoria contro i francesi: parliamo di un torneo cavalleresco, svoltosi durante la Seconda Guerra d’Italia all’indomani della caduta della dinastia aragonese, che dominò la nostra nazione per tutta la metà del XV secolo. Ad oggi questa ricorrenza custodisce, nella sua datazione, i postumi di una celebre battaglia e di un vero e proprio inno cittadino. Per il risaputo anniversario Barletta ha promosso il convegno interazionale di studi “La coscienza del presente e la percezione del mutamento. La Disfida e la fine del Regno” che si è svolto nelle giornate dell’11 e del 12 febbraio a Palazzo della Marra con la collaborazione del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese (CESURA).

Per il secondo anno consecutivo storici italiani, spagnoli e francesi provenienti dalle maggiori Università italiane e straniere sono stati impegnati nel discutere sulla Disfida di Barletta, un evento epocale che condusse il Mezzogiorno d’Italia verso l’età moderna. Ad accogliere i presenti e ad introdurre i lavori il Sindaco di Barletta Pasquale Cascella, il professor Fulvio Delle Donne dell’Università degli studi della Basilicata e il dottorando di ricerca Victor Rivera Magos, dell’Università degli studi della Basilicata. Qual è stato il tema portavoce delle due giornate? Una dissertazione storica sull’evento? In realtà il convegno ha evidenziato diversi piani: la necessità di richiamare ai cittadini il dovere della memoria, il senso più profondo della storia che anima la nostra città e la nostra identità. La Disfida di Barletta ha sicuramente un suo divenire storico, un suo casus belli, un suo perché, ma rappresenta soprattutto una sineddoche di quanto stava accadendo in quegli anni oltre che lo scheletro non solo della nostra città ma dell’intera nazione, come rammentato dal sindaco. La salvaguardia della memoria storica cui ogni cittadino viene richiamato quindi consente di analizzare il celebre duello non come un “quadro piatto” ma secondo una visione poliprospettica e diacronica, fondamenta del futuro e dei posteri e mitomotore nell’elaborazione della conoscenza del nostro Paese tra passato e presente.

Durante la prima sessione del convegno, nel  pomeriggio dell’11 febbraio, il Prof. Ugo Villani, Emerito dell’Università degli studi di Bari e Francesco Storti, medievista dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno presentato due volumi usciti recentemente, in cui sono stati analizzati duelli, tornei, giochi cavallereschi, attraverso un percorso che indaga anche le tradizioni militari dell’epoca e  i contesti storici, letterari e culturali del tempo : “L’esercizio della guerra, i duelli e i giochi cavallereschi. Le premesse della Disfida di Barletta e la tradizione militare di Fieramosca” e “La Disfida di Barletta. Storia, fortuna, rappresentazione”, a cura di Victor Rivera Magos e Fulvio Delle Donne. La giornata del 12 febbraio invece ha concluso questo notevole percorso di riflessione e ricerca con gli interventi di diverse ed eminenti personalità delle università italiane e non solo. Durante la prima sessione, fondata sul concetto di coscienza del presente, a relazionarsi col pubblico il professor Angelantonio Spagnoletti dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, il professor Giovanni Muto dell’università degli studi di Napoli Federico II, il professor Josè Enrique Ruiz-Domènec dell’Universidad Autònoma de Barcelona, Pierre Savy dell’Ecole francaise de Rome e Francesco Senatore dell’Università degli studi di Napoli Federico II. La seconda sessione, svoltasi nel pomeriggio, riguardante la Disfida come metafora del mutamento, ha visto invece come protagonisti Francesco Storti e Alessio Russo dell’università degli studi di Napoli Federico II, Giulia Perrino dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, Monica Santangelo dell’Università degli studi di Napoli Federico II, Antonietta Iacono e Lorenzo Miletti dell’Università degli studi di Napoli Federico II e Guido Cappelli dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale. Un convegno internazionale che ha pungolato l’interesse di molti e che ha mirato ad un progetto ambizioso: la tutela e la comprensione di un patrimonio della memoria non solo locale ma anche europea e mediterranea.

A cura di Carol Serafino