Il mondo del cavaliere, il video della mostra nella Cantina

Il mondo del cavaliere, il video della mostra nella Cantina

Alla scoperta degli strumenti e le armature dei cavalieri

Proprio in questi giorni sono terminate le celebrazioni per l’anniversario della celebre giostra detta “La Disfida di Barletta”, un evento di grande fascino, da cui la città di Barletta trae una delle sue denominazioni. Tra le numerose iniziative volte a ricordare fieramente i lodevoli protagonisti di questa storia del passato, un pò sospesa tra sogno e realtà, una mostra è stata allestita proprio nel luogo in cui ebbe origine il duello, per mettere in risalto la figura del cavaliere con tutti gli strumenti di cui si serviva nel passato.

Un evento al quale non potevamo mancare, un percorso unico a cui abbiamo preso parte, passeggiando tra le mura storiche di un luogo alquanto magico, che conserva ancora l’eco ed il profumo della gloria del passato. In questa ricerca ci ha guidati ed illuminati con una panoramica generale sugli oggetti in mostra Ester De Rosa, curatrice dell’esposizione per Dida.Art. “Il mondo del cavaliere. Armi, armature e finimenti della collazione Cafiero”, è stata infatti allestita e curata da DIDA.ART nella Cantina della Sfida di Barletta, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Barletta, nel programma di iniziative per il 515° anniversario dal celebre avvenimento.

Uno scontro senza paragoni, dove l’onore degli italiani si fece valere nelle terre circostanti la città di Barletta. Era il 1503, in una delle città più ferventi di tutta la Puglia quando un vivace scambio di battute durante un banchetto, proprio nell’attuale sito storico detto Cantina della Sfida, gli italiani furono accusati di codardia. In un tempo in cui l’onore si difendeva anche a costo della vita, si decise di risolvere la questione in un duello, nel corso del quale 13 cavalieri barlettani vinsero vivacemente ai danni dei loro 13 nemici francesi, nessun ferito grave, tranne l’orgoglio d’oltralpe che ne uscì pesantemente sconfitto, gli italiani si guadagnarono così il loro posto nella storia, in quella che sarebbe diventata il celebre racconto di Massimo D’Azeglio.