Amministrative, Cannito presenta la sua macchina da guerra

Amministrative, Cannito presenta la sua macchina da guerra

Coalizione tutta civica per il primario barlettano. Impegno e Passione

È partita ufficialmente ieri mattina la campagna elettorale del candidato sindaco per le prossime Elezioni amministrative del 10 giugno, del dott Cosimo Cannito, già consigliere comunale socialista rimasto per cinque anni all’opposizione della maggioranza di Cascella, facendo quella che lui stesso definisce «un’opposizione costruttiva». E stata presentata la coalizione, assolutamente civica, che lo sosterrà in questa corsa a Palazzo di città; un’operazione politica piuttosto eterogenea che vede la convergenza di forze che vanno dal centrodestra al centrosinistra. 11 le liste civiche che lo sosterranno, anche se per alcune esiste un chiaro legame con i tradizionali partiti politici: ad esempio Forza Italia, per cui era presente anche il sen. Dario Damiani a battezzare l’operazione, si trasforma in “Forza Barletta”, oppure il gruppo dei fittiani di Direzione Italia, diventa per l’occasione realtà civica come “Direzione Barletta”. La coalizione, come noto, è stata voluta soprattutto da tre forze politiche, attualmente nella maggioranza consiliare e perfino in Giunta, come La Buona Politica, Area Popolare e Puglia in più.

La presentazione si è svolta nei giardini “G. De Nittis” di viale Giannone: «I nostri incontri – ha spiegato Cannito – si svolgeranno tutti per le strade, negli spazi comuni della città, non all’interno di sale. Perché vogliamo stare in mezzo alla gente, andremo anche in periferia ad ascoltare le necessità di tutti». Poi ha proseguito riconoscendo all’Amministrazione Cascella di aver agito sempre nel rispetto delle regole e della legalità, restituendo una città con i conti in ordine; ma, a parere del candidato, l’errore più grande imputabile a Pasquale Cascella è quello di non essersi dimesso quando le condizioni politiche nella sua maggioranza evidentemente non mostravano di poter proseguire nell’azione amministrativa. «Si dovrà ripartire da una seria revisione di riforma della dirigenza comunale, riportando la Politica al ruolo centrale che le appartiene». Promette anche di rivedere il Regolamento comunale sui Dehors degli esercizi pubblici, cercando di scrollarsi un pregiudizio a lui legato, volendo porre grande attenzione alla risorsa economica, lavorativa e turistica di questo importante settore. Una coalizione ancora in crescita, che non ha ancora limitato le sue liste, lasciando ancora aperta la stesura del definitivo programma elettorale, che vuole porre al centro orgogliosamente la figura dei barlettani «non cittadini di serie B, che mai più dovranno attendere decisioni da Roma», con un chiaro riferimento alla scelta di Cascella nel 2013. Cannito si propone di rivolgere grande attenzione alle associazioni non a scopo di lucro che operano da anni nella città, portando come esempio la Caritas e l’Osservatorio “Giulia e Rossella”, con cui ha avuto modo di collaborare negli anni grazie alla sua attività di primario del Pronto Soccorso dell’ospedale “Mons. Dimiccoli” di Barletta. Altro punto fondamentale del programma sarà la sicurezza, infatti sarà fatto ricorso all’installazione di telecamere nei vari punti della città.30127166_10214177197037318_2014182947057303552_o

Il primario poi affronta il concetto relativo alle barriere architettoniche da superare anche nelle strutture più antiche del patrimonio storico cittadino, pensiamo alla scalinata nel Castello con cui si accede al Museo Civico: «Non bisogna avere paura delle regole, contrasti con la Soprintendenza, per progetti inesistenti. Io prima risolvono il problema e poi vengano pure a dire ‘così non si fa’»; attenzione anche ai problemi ambientali della città per cui il candidato riconosce l’importanza della questione sollevata dalle associazioni ambientaliste su problemi che riguardano principalmente la salute dei cittadini. Tra la gente presente si mormorava la similitudine dello stesso Cannito con il compianto ex sindaco Francesco Salerno. Lui stesso ammette: «Litigavamo sempre, ma sui problemi della città eravamo una voce sola, ci univano la determinazione e la passione per i nostri impegni».