Caso Schwazer, le ragioni della condanna di un medico di Barletta

Caso Schwazer, le ragioni della condanna di un medico di Barletta

Prima sentenza su territorio italiano per la legge 376

In attesa di conoscere le risultanze degli esami che porteranno alla determinazione del Dna delle urine di Alex Schwazer riferite al controllo antidoping del primo gennaio 2016 (secondo presunto caso) risultate positive al doping a meta’ aprile dello stesso anno, nel frattempo il Tribunale di Bolzano ha pubblicato le motivazioni della sentenza con la quale sono stati condannati i medici della Federazione Italiana di Atletica Leggera circa la prima vicenda doping dell’ex marciatore italiano. Dalle 62 pagine del dispositivo emesso dal giudice monocratico Carla Scheidle, molto dettagliato nei singoli episodi, emerge che i due medici federali e la segretaria del settore sanitario della Fidal, condannati per comportamento omissivo, sapevano delle anomalie del passaporto biologico, dei comportamenti e degli spostamenti non conformi all’ordinamento sportivo di Alex Schwazer. Inoltre, si legge che vari esponenti della Federatletica, dal presidente ai vari allenatori, avevano forti sospetti ed erano rimasti colpiti dalle eccezionali prestazioni sportive del campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008 fornite nella primavera del 2012 (il successivo 30 luglio verra’ trovato positivo all’Epo). Quella a carico degli ex medici della Fidal e’ stata la prima sentenza su territorio italiano per la legge 376 (favoreggiamento al doping) dove vengono condannate persone diverse dall’atleta.

Giuseppe Teodoro Fischetto, 67 anni, brindisino di origine e da tanti anni residente a Roma, primario dell’ospedale di Frascati in pensione dal 2012, gia’ responsabile del settore medico della Fidal e attualmente membro della commissione antidoping della federazione mondiale di atletica leggera (Iaaf), e’ stato condannato a due anni di reclusione e di 10.000 euro di multa, nonche’ per due anni interdetto dalla professione sanitaria ed interdetti permanentemente da incarichi direttivi al Coni ed in societa’ sportive. Stessa condanna anche per Pierluigi Fiorella, all’epoca del caso Schwazer vice di Fiorella nella struttura federale e medico che seguiva soprattutto marciatori e maratoneti. Il medico 57enne di Barletta, residente a San Lazzaro di Savena, assecondava i raduni di allenamento dell’atleta altoatesino al Monte Teide dove veniva seguito da Michele Ferrari, medico inibito dall’ordinamento sportivo italiano dal 2002, preparatore del ciclista Lance Armstrong e noto per le sue pratiche illecite. Sia Fischetto che Fiorella conoscevano i dati ematici di Schwazer dai quali emergeva un abuso di sostanze dopanti. Rita Bottiglieri, 64 anni di Torre del Greco e di fatto residente a Roma, all’epoca dei fatti era addetta al settore sanitario ed e’ stata condannata a nove mesi, al versamento di 4.000 euro di multa e all’inibizione perpetua da incarichi direttivi al Coni e in societa’ sportive.

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