«Parco dell’Ofanto, ennesimo scempio»

«Parco dell’Ofanto, ennesimo scempio»

La denuncia di Ruggiero Quarto, portavoce M5S nella Commissione Ambiente Senato

«Apprendo, con molto stupore, dagli organi di stampa che recentemente nel Parco Regionale del fiume Ofanto, risulta perpetrato l’ennesimo scempio ambientale ampiamente documentato in un filmato dal “Nucleo di Vigilanza Ittico-Faunistica, Ambientale ed Ecologica” di Barletta. Il filmato evidenzia il rinvenimento di un cospicuo numero di copertoni (circa 30) collocati, ad opera di ignoti, alla base dei tronchi di alberi spontanei (Salici di fiume, Pioppi e Tamerici) costituenti la vegetazione ripariale del fiume per un tratto di circa 200 metri». A scrivere è Ruggiero Quarto, portavoce al Senato del M5S nella Commissione Ambiente.
«La presenza dei copertoni – scrive – è già di per sé un evento di rilevante incuria e abbandono in un territorio che andrebbe tutelato e protetto. Se si associa anche l’intenzione di dare fuoco agli stessi per la distruzione del tratto di vegetazione ripariale attraverso l’incendio doloso della vegetazione rinsecchita ivi presente come già è avvenuto nel passato lo scenario è inquietante. Infatti nel passato l’azione di scellerati con l’incendio doloso della vegetazione ripariale ha consentito la “pulizia dell’area dalle coltivazioni autoctone” per l’ampliamento delle coltivazioni abusive già presenti in modo massiccio e incompatibili in una zona golenale compresa tra l’argine ed il letto del fiume, ricadente nell’area di riserva totale qual è la zona 1 del Parco.  È dal maggio 2013 che la gestione provvisoria del Parco Naturale Regionale “Fiume Ofanto” è stata affidata alla Provincia di Barletta Andria Trani, fino adesso è stato fatto poco o nulla per tutelare un territorio che ritengo racchiuda oltre alle bellezze paesaggistiche e ambientali, anche un patrimonio storico, artistico e culturale dalle potenzialità inespresse. Ad oggi, dopo cinque anni, gli strumenti di gestione sono ancora tutti da istituire».

«Occorre – conclude Quarto – recuperare il tempo perso e dotare l’Ente del Regolamento del Parco e del Piano Parco allo scopo di poter disciplinare le attività consentite, nel rispetto delle caratteristiche del territorio e reprimere energicamente gli scempi perpetrati. A tal proposito chiedo agli organi competenti di attivare celermente gli strumenti di gestione del Parco Regionale, anche in considerazione della Delibera di Giunta Regionale n. 2291, del 21 dicembre 2017, che affida all’ente Parco la gestione della Zona di protezione speciale e sito d’Importanza Comunitaria IT9120011 Valle Ofanto — Lago di Capacciotti – in cui ricade la zona 1 del Parco».