Gli scavi di Via Trani e l’operosità del “Borgo San Leonardo”

Tra i reperti rinvenuti monete e scorie di lavorazione artigianale

Oggi le industrie ieri le attività artigianali. Il presente ha sempre un filo conduttore con il passato e con la sua identità. Prova evidente la zona commerciale di Via Trani a Barletta ricca di storia e di economia. Una zona già nota dal punto di vista archeologico quella di Via Trani, sviluppatasi all’esterno del circuito cittadino, della famosa Porta S. Leonardo andata distrutta nel 1925, in un’area in cui erano situate la Chiesa e il Monastero di San Leonardo, una antica Domus del Medioevo i cui reperti rinvenuti confermano l’importanza del Priorato dei Cavalieri e le relazioni della città di Barletta con l’Oriente. Gli scavi susseguenti al ritrovamento dei reperti venuti alla luce tra Via Trani e Via Vespucci, durante la realizzazione di un collettore di acqua piovana, costituiscono l’ennesima testimonianza delle attività artigianali che avvenivano tra il 13° e il 14° secolo, evidenzia Italo Muntoni della Soprindentenza Fg e BAT, nel borgo di San Leonardo, che fuori le mura era dedito al commercio in quella che era la strada di comunicazione che seguiva il vecchio tracciato della Via Litoranea Romana.  I reperti rinvenuti, ceramiche, monete di piccolo conio, scorie di lavorazione di attività metallurgiche dice Marco Campese, archeologo dell’Altair dell’Università di Bari, testimoniano quanto avveniva in questa parte della città. All’epoca Barletta aveva vari borghi, sottolinea Campese.

Ma torniamo agli scavi …Con Muntoni e Campese al lavoro nell’area archeologica i tecnici dell’Impresa De Marco di Trani che si è occupata del supporto logistico e della manodopera. Le attività in loco termineranno venerdì 13 luglio, entro questa data, infatti, dovrebbe essere ripristinata nella zona la viabilità. La scorsa settimana, ricordiamo, con una ordinanza l’ufficio tecnico del traffico del Comune di Barletta aveva già disposto la riapertura del terminal bus situato in Via Vespucci. L’indagine sui reperti rinvenuti proseguirà capillarmente annuncia Italo Muntoni, saranno trasferiti a Foggia presso il laboratorio della Soprintendenza per essere sottoposti al restauro, alla catalogazione e al relativo studio scientifico.

Il servizio di news24.city