Furto nel supermercato e fuga, tre donne arrestate a Barletta

Un 48enne e una 31enne deferiti in stato di libertà

Tre arresti e due denunce a piede libero della Polizia di Stato a Barletta: Agostino Caracozzo, 19enne foggiano, Daniela Rosita Palladino Di Giuseppe, 24enne di San Savero, e Marika Pompa, 19enne foggiana, sono stati arrestati per furto aggravato in concorso e resistenza a Pubblico Ufficiale, mentre sono stati deferiti in stato di libertà, in concorso con i primi tre, un 48enne foggiano e una 31enne di San Severo.

Il responsabile di un supermercato sito a Barletta in Via Brunelleschi, con una segnalazione al 113, riferiva che tre persone avevano appena perpetrato un furto all’interno del supermercato, fornendo le descrizioni dei fuggitivi e dell’auto, utilizzata per la fuga, una Alfa Romeo 156 SW. Poco dopo una volante intercettava in via Barberini l’auto segnalata che si dirigeva verso la SS.16 bis e ne nasceva un inseguimento, che si protraeva lungo la statale sino all’uscita per Canosa, dove i poliziotti riuscivano finalmente a bloccarla. Sul posto si rendeva necessario l’intervento di altro personale della Polizia di Stato, poiché gli occupanti dell’auto si rifiutavano di scendere dalla auto, chiudendosi all’interno; con l’arrivo di altre volanti, i cinque desistevano e scendevano e consentivano ai poliziotti prima di perquisirli e poi di trasferirli presso il Commissariato di P.S di Barletta.

La perquisizione dell’auto permetteva di rinvenire all’interno del cofano, un grosso quantitativo di merce alimentare e numerosi flaconi di creme abbronzanti, asportati dagli scaffali del supermercato, decine di confezioni di tonno, due confezioni singole di latte “Mellin 1” e altro materiale alimentare la cui provenienza è in corso di accertamento. Tutte le fasi del furto venivano riprese dal sistema di videosorveglianza del supermercato, dalle quali si notavano chiaramente i ladri occultare la merce all’interno di zaini e borse in loro possesso. Dopo le formalità di rito, gli arrestati Caracozzo e Pompa venivano associati al carcere di Trani, Palladino Di Giuseppe veniva condotta presso la propria abitazione a Foggia, per rimanervi in regime di arresti domiciliari a causa del suo stato di gravidanza, mentre gli altri due il 48enne e la 31enne venivano deferiti in stato di libertà.