Dino, dopo lo sport pulisce la spiaggia a Barletta

Dino, dopo lo sport pulisce la spiaggia a Barletta

«Rimproverate chi lo fa. Chi abbandona rifiuti deve sentirsi osservato»

Dino Paciolla è un barlettano semplice, con il suo lavoro, i suoi interessi, la passione per le battute di spirito. Ma Dino è un uomo che ama anche molto la natura, il mare, la sua città e lo sport. È per questo che quasi tutti i giorni dedica un po’ del suo tempo a ripulire la spiaggia dove pratica kitesurf a Barletta, sulla litoranea di Ponente. Spesso la sua operazione lo porta a raccogliere moltissimi rifiuti, accumulati su quel lembo di spiaggia anche in poche ore, per mancanza di senso civico, disattenzione o non si sa quale altre ragioni.

Ciò che Dino compie ogni giorno rappresenta insieme qualcosa di straordinario ed al tempo stesso di davvero semplice. Per questo gli abbiamo posto qualche domanda sulla sua buona azione quotidiana, in modo che possa essere d’esempio e che riesca a spingere un po’ tutti a seguire questa sana dimostrazione di civiltà.
Quando hai iniziato a raccogliere rifiuti abbandonati in spiaggia?
«Non saprei dire quando ho iniziato, lo faccio quasi tutti i giorni, quando vado a fare kitesurf, se non c’è vento mi dedico alla spiaggia. Penso sia una cosa normale da fare. È bello che chi utilizza la spiaggia per fare sport se ne prenda anche cura, credo debba essere così per ognuno».
Cosa ti ha mosso a compiere quest’azione?
«Mi ha mosso il senso civico, la voglia di stare su una spiaggia pulita. Mi sono tagliato i piedi con delle bottiglie rotte per ben due volte sulla litoranea di Ponente, perchè quando i mezzi di pulizia della Bar.S.A. passano per setacciare la spiaggia purtroppo per la loro grandezza se incontrano delle bottiglie abbandonate non fanno altro che romperle, distribuendo i vetri in spiaggia. Chiunque ci passi può notare che la spiaggia è piena di pietre e vetri, anche dopo l’operazione del setaccio».
Che sensazione hai provato vedendo quanta immondizia viene abbandonata sulle spiagge barlettane?
«In realtà ho pensato, quanto sarebbe bella la litoranea di Barletta pulita? Quante possibilità potrebbe offrire? Non per ultimo il kitesurf, per cui viene gente anche da fuori».
Dopo aver effettuato questa operazione di “volontariato” come ti sei sentito?
«Forse mi sento più pulito io pulendo la spiaggia. Il punto e la vera presa di coscienza da fare sono che se io fumatore butto la sigaretta, nel cui filtro ci sono oltre 600 sostanze tossiche, cancerogene, (motivo per il quale nelle sigarette ci sono i filtri, per non far ingerire quelle sostanze al fumatore), in spiaggia o nel mare e il filtro viene mangiato da un pesce, il pesce lo rimangio io e quindi alla fine è come se avessi fumato una sigaretta senza filtro».
Secondo te come potrebbe agire l’amministrazione comunale per prevenire questo “fenomeno”?
«L’amministrazione potrebbe fare molto ma in realtà credo che al momento l’amministrazione possa solo tamponare un fenomeno. Si potrebbe sicuramente ricominciare con l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole ai bambini. Bisogna capire che il bene pubblico è di tutti, purtroppo siamo lontani anni luce dalla comprensione di questo concetto e visto che l’unica cosa che tutti comprendono bene è “la multa” andrebbero sanzionate le persone quando non lo capiscono, mentre i cittadini più sensibili dovrebbero ognuno dare il proprio contributo nel piccolo rimproverando chi, come in spiaggia, getta i rifiuti in terra per strada o in qualsiasi posto. Chi compie atti del genere deve sentirsi osservato, se lo facessimo tutti, se tutti indicassimo queste azioni sbagliate, chiunque ci penserebbe due volte. Per chi desidera venire in camper non ci sono aree attrezzate nei pressi della spiaggia, non c’è la possibilità di utilizzare gli scarichi chimici, la raccolta differenziata non si fa su tutta la litoranea di Ponente. C’è questa strana suddivisione, prima del Massawa ci sono le isole ecologiche, subito dopo ci sono i cestini dell’indifferenziata che sistematicamente vengono riempiti dai bagnanti della domenica (che vengono spesso da fuori). In maniera provocatoria e anche per esaltare la nostra città, come fanno molte altre località, farei pagare una tassa di soggiorno oppure un parcheggio a chi viene da fuori».
Lancia un messaggio ai cittadini che ti stanno leggendo.
«In un epoca in cui siamo prontissimi a dare colpe a destra e a manca, ad addossare agli altri qualsiasi cosa, come succede ad esempio nella questione politica, anche per la questione sporcizia bisognerebbe tornare indietro e ripartire da se stessi. Fare del bene innanzitutto per se stessi e poi provare a guardare fuori».

Dino quasi ogni giorno dedica parte del suo tempo alla raccolta di ciò che viene abbandonato in spiaggia.
Dino quasi ogni giorno dedica parte del suo tempo alla raccolta di ciò che viene abbandonato in spiaggia.

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