“La Fiaccolata della Memoria” e l’onore ai caduti del ’43

La Resistenza Militare in città dopo l’armistizio dell’8 settembre

Con la Fiaccolata della Memoria Barletta rende omaggio ai soldati caduti la sera dell’11 settembre del 43 al Caposaldo Crocifisso e nelle Casermette funzionali Lorusso Ciniero.
Nei giorni del disonore che seguirono l’armistizio si combatte’ con pochi mezzi e pochi uomini.
Il Colonnello Francesco Grasso, Comandante del Presidio Militare di Barletta, predispose la difesa delle vie d’accesso alla città e nei pressi di questa chiesetta rurale il giorno 11 un pugno di soldati guidati dal Tenente Ventavoli, stretti intorno all’unico pezzo anticarro disponibile, manovrato dal Sergente Giandiletti, con eroica determinazione impedì all’avanguardia della divisione Goering di penetrare nell’abitato.I tedeschi contrattaccati subirono gravi perdite e furono costretti a ritirarsi e arrendersi. La battaglia si fece più aspra l’indomani. Scrive Ventavoli ”Benché provato dalle perdite subite, il nostro nucleo combatté strenuamente e tenne in scacco i  tedeschi fino al limite del possibile”.

La fiaccolata organizzata dalla Comunità Parrocchiale del Crocifisso, dall’Archivio della Resistenza e Memoria di Barletta, dal 82esimo Reggimento Fanteria Torino guidato dal Colonnello Morganella, dall’Amministrazione Comunale, intende onorare i caduti alla luce della ricostruzione di una più attenta verità storica, grazie anche al diario di guerra di Niehaus, soldato del gruppo di combattimento Kurtz. Nelle Casermette funzionali Lorusso  Ciniero, dove attualmente ha sede la Caserma Stella, in quello che fu Deposito Misto Regio Esercito Egeo, vi erano circa 3000 uomini che gioirono alla notizia dell’armistizio. “Non solo per noi due, ma per tutti e’ una felicità e una contentezza” scriveva il giorno 9 il milite Domenico Pandiscia a sua moglie Nardina. La sera dell’11 settembre Pandiscia fu mandato in un gruppo di 11 commilitoni in servizio di difesa presso la stazione ferroviaria. La mattina del 12,  in quattro caddero sotto il fuoco nazista sulla soglia del rifugio numero 1. Nelle stesse ore in cinque morivano all’interno delle casermette. Il figlio di Pandiscia, Saverio, è nato nel 43, non ha mai conosciuto suo padre. Da anni è Presidente dell’Associazione Figli dei Caduti e Dispersi in Guerra di Orta Nova e partecipa attivamente a tutti gli eventi della memoria. A Barletta c’è un pezzo del suo cuore.

Il servizio di news24.city