Siete nostalgici fans di Lucio Battisti? Come milioni e milioni di persone avete amato la voce del compianto cantante originario di Poggio Bustone e la sua “Canzone del Sole“? Basta spingervi per una passeggiata nei pressi del braccio della Litoranea di Levante, a Barletta, per rivedere quel mare nero che invadeva autoradio e medie frequenze dal 1971 in poi. Bottiglie abbandonate, buste, sterpaglie e un composto melmoso disturbano lo sguardo, che tende a posarsi sull’orizzonte e sulle curve del porto. E tornano in mente quelle celebri strofe: “Tu eri chiaro e trasparente come me. O mare nero, o mare nero, o mare ne… Tu eri chiaro e trasparente come me”.
E’ bene ricordare come già nella scorsa estate Legambiente Puglia avesse denunciato il depuratore di Barletta nella black list dei 36 impianti regionali sottoposti all’attività dell’autorità giudiziaria: con la bella stagione ormai alle porte, sarebbe bene pensare di dotarsi di un waterfront, anzichè di un mare che somigli a un cazzotto in piena fronte, o in pieno viso: ciò che oggi quel tratto di litorale, tanto vicino a diversi stabilimenti balneari e allo sguardo dei passanti, rappresenta.
