A cura di Viviana Damore
Ormai alla sua quinta edizione il R-Evolution Summer Festival invade la città di Barletta, riempendola di colori e arte, immagini destinate a restare impresse nella mente dei visitatori. Il percorso della mostra si snoda infatti attraverso tre location differenti nella città di Barletta: Palazzo della Marra, Castello Svevo e Palazzo Real Monte di Pietà. Tematiche sociali e attimi imperdibili e colti da occhi sempre attenti trascinano l’arte fotografica a portata di mano del comune spettatore. Abbiamo per quest’occasione intervistato Ruggiero Di Benedetto, presidente del Fiof, coordinatore delle attività del festival.
Cosa rappresenta il R-Evolution Summer Festival per la città di Barletta e per i suoi fotografi?
Più che per Barletta, il festival rappresenta ormai un appuntamento fisso per la Puglia, ormai è alla sua quinta edizione nel nostro territorio. Siamo riusciti a spalmare l’evento in tutta Italia in otto diverse regioni. Per Barletta rappresenta cultura, innovazione e impegno sociale, soprattutto perché abbiamo coinvolto la fotografia con temi sociali toccanti quale quello della disabilità, dei migranti, con immagini molto forti che saranno raccontate dagli artisti nelle varie serate che svilupperemo in tutta la città.
Quali sono le attività pianificate per questi giorni? Ci saranno opportunità di conoscenza per gli appassionati?
Le attività avranno luogo fino a domenica prossima, ci saranno serate e incontri con gli autori mentre le mostre saranno aperte fino al 5 agosto e quindi tutti i cittadini ed i visitatori potranno avvicinarsi alle installazioni, tra cui una legata anche agli infortuni ed agli omicidi che avvengono spesso per strada e in effetti saranno presenti sulle strisce pedonali in corso Vittorio Emanuele e in corso Garibaldi. Domenica ci sarà un workshop per tutti gli amanti della street photography, molto molto interessante.
Quanto crede sia sentita la fotografia a Barletta e in Puglia?
La Puglia è diventata un riferimento culturale ormai da anni, a Barletta c’è molto sentire da questo punto di vista e ci auguriamo che questi eventi possano sensibilizzare ancora di più il senso della fotografia. Speriamo che si diffonda una cultura fotografica diversa da quella che ormai sta prendendo piede, dove prevale l’uso del cellulare, che ben venga in alcune occasioni, ma è importante far apprendere ai giovani che sono il nostro futuro, la conoscenza della dialettica fotografica attraverso le immagini. È a questo scopo fondamentale che si frequentino questi momenti di crescita, in modo che possiamo un domani lasciare il passo ai giovani.
