Venere sorseggia il nettare degli dèi sulle sponde dell’Aufidus. Non è una lezione di epica o la versione di un’opera classica, ma sono i protagonisti della serata: le donne, il vino e la valle dell’Ofanto col suo mare, l’Adriatico. Gli elementi ci sono tutti e non poteva essere scelto posto migliore per la SummerWine, una festa da spiaggia, come l’hanno definita gli organizzatori, a Margherita di Savoia all’insegna del bere bene e responsabilmente. Ormai chi afferma che le donne non possano bagnare le labbra in un calice di Primitivo di Manduria, per esempio, evidentemente è rimasto fermo al 700 avanti Cristo, quando per le signore sorprese a bere vino o colte con l’alito odorante di alcool attraverso il “test del bacio” del proprio marito, predecessore del test del palloncino, erano riservate delle punizioni fra cui la pena di morte. Nel 21° secolo gli addetti ai lavori affermano chiaramente che il vino è donna e le maggiori esperte in materia sono proprio loro. Non a caso a organizzare la serata nello stabilimento salinaro, il Copacabana Suite, è stata l’associazione nazionale “Le Donne del Vino”, una squadra tutta femminile di professioniste che rappresentano in Italia la Puglia del vino.
«Le donne – afferma il presidente Donatella Cinelli Colombini – stanno ottenendo sempre più un ruolo di primo piano nel mondo del vino, in Italia e all’estero per circa il 30 percento. Stiamo entrando nelle stanze dei bottoni e anche fra le consumatrici le donne sono un tassello fondamentale. Il vino è anche donna. Certo, la storia del vino è una storia di uomini, noi siamo la novità e riusciamo comunque a fare degli ottimi prodotti. Per fare grandi vini non servono i muscoli ma il cervello e la passione. E le donne ne hanno da vendere».
