«Il sindaco Cascella fa dietrofront sulla intitolazione di una via cittadina a Domenico Senatore». Così il capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale Dario Damiani inizia il suo intervento riguardante la controversa vicenda dell’ ipotesi di intitolazione di una strada a Domenico Senatore, ipotesi che visti i trascorsi fascisti del Senatore ha provocato diverse polemiche.
«Tale decisione- prosegue Damiani-la apprendiamo dalla stampa locale e dalle associazioni combattentistiche e d’arma che nei mesi scorsi hanno promosso tale iniziative che si sono viste adesso revocato persino il patrocinio morale del Comune, già rilasciato dal Sindaco, all’iniziativa in programma a novembre. Il motivo? Alla base della decisione di revocare la delibera di Giunta del 4 agosto scorso ci sarebbe la polemica sollevata da alcuni esponenti della maggioranza, tra i quali un assessore, che ritengono inaccettabile dedicare una via al “fascista” Senatore. Domenico Senatore, nato a Barletta nel 1902, fu un aviatore della Regia Aeronautica, valoroso pilota con all’attivo circa cento missioni di volo, promosso al grado di Maggiore. Perse la vita precipitando con il suo aereo nei cieli di Foggia a soli 39 anni. Dopo un accurato esame della Commissione Toponomastica, che ha giudicato degna di accoglimento la proposta di un’associazione cittadina, la Giunta ha deliberato positivamente in merito.
Ci chiediamo, allora, come mai a distanza di due mesi questo ripensamento: è solo conseguenza dell’ondata polemica montata in questi ultimi giorni? E quali sarebbero le motivazioni per cui il Maggiore Senatore non sarebbe degno di essere ricordato quale cittadino illustre che ha servito la Patria nell’esercito? Quali competenze storiche possono vantare questi polemisti, tali da condizionare le decisioni di una Giunta? E la Giunta, prima di approvare la proposta, non era al corrente di quanto andava a votare? Dagli atti risulta che sia stata approvata all’unanimità, si presume con cognizione di causa…o forse no? I nostri assessori leggono con attenzione ciò su cui votano o dobbiamo pensare che la “sindrome Dimaio” abbia fatto vittime anche nel nostro esecutivo, per la serie “ho letto ma non ho capito”? Se dovesse essere confermata la notizia della revoca da parte del Sindaco, saremmo di fronte al paradosso di una Commissione Toponomastica, composta da autorevoli conoscitori della storia locale, che viene svilita del suo prezioso contributo da improvvisati “giudici” della Storia, che si arrogano il diritto, senza avere alcuna competenza specifica, di distinguere il Bene dal Male. Davvero un pessimo segnale. A questo punto della vicenda logica vorrebbe che la Giunta in blocco si dimetta per “manifesta incapacità” in quanto il passo indietro deciso sconfesserebbe loro stessi e tutti gli atti che approvano settimanalmente nell’organo esecutivo».
