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Badr Fakhouri: «La Siria è un Paese che non esiste più. Basta con l’indifferenza»

Un incontro al Liceo Cafiero per discutere degli orrori della guerra in Siria

A cura di Stefania Ricatti

La mattina del 19 dicembre l’auditorium del liceo Scientifico C. Cafiero ha ospitato un momento di crescita e formazione umana. Il siriano naturalizzato italiano Badr Fakhouri, che ha ricevuto il titolo di “Eroe per i diritti umani”, ha portato agli studenti la preziosa testimonianza di ciò che ha visto in quei luoghi in cui non c’è più umanità, al fine di spingere i giovani alunni a vincere l’indifferenza.

«Più del 51% dei profughi che arrivano in Europa è di origini siriane- ha introdotto Badr- per questo la Siria è più vicina di quanto pensiamo. La situazione rende evidente il fallimento delle istituzioni, dell’Onu e dei governi, che operano mossi ormai solo dai loro interessi. Con le nostre mani abbiamo costruito il cimitero più grande del mondo, da cui partono milioni di profughi, che lo scorso luglio contava due milioni di sfollati, e in cui il numero di morti cresce in maniera esponenziale. Basta pensare alle armi e ai soldati mandati in quelle zone, o all’accordo stipulato con la Turchia per bloccare i migranti, non per occuparsene. Tra prendersi cura e bloccare c’è una grande differenza, e infatti vediamo profughi trattati come merce, bestie da soma, nella più totale indifferenza. Una frase di George Santayana recita “Coloro che non ricordano il loro passato sono condannati a ripeterlo”. Io aggiungo che coloro che ricordano il passato e lo ripetono, o sono incapaci di governare o sono criminali».

In seguito Fakhouri ha messo in guardia i ragazzi riguardo il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti ogni giorno: «I media parlano di invasione, usano parole come “emergenza”, parole che creano allarmismo e danno una percezione errata della realtà. Non credete a tutto ciò che ascoltate, l’informazione è sempre parziale, l’effettiva incidenza di migranti nel nostro paese è inferiore al 2 per mille».

«In questo periodo siamo già tutti proiettati verso le feste natalizie- ha concluso Badr- mentre in Siria c’è gente che rischia la vita anche solo nel tentativo di procurarsi il cibo. Gli attentati nelle città europee riscuotono attenzione e suscitano la nostra solidarietà, come è giusto che sia. Non è giusto invece che la situazione in Siria sia considerata indegna di attenzione. Tutti quanti dovremmo avere il diritto allo svago, a passare momenti di spensieratezza. Nessuno si deve sentire escluso. La felicità è partecipazione. Si può avere quello ciò che si vuole ma c’è bisogno di qualcuno con cui condividere la felicità. Per questo cercate di condividerla con un bambino virtuale, che si chiama profugo. Spero che le nuove generazioni siamo in grado di risolvere la situazione e rimediare al fallimento delle istituzioni che si è verificato nell’ultimo secolo».

L’evento è stato documentato fotograficamente e per mezzo di una diretta video dalla testata scolastica Carlo Cafiero Web.

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