Pelle: «Parliamo di Parco Urbano, Piano Coste e PUG»

Pelle: «Parliamo di Parco Urbano, Piano Coste e PUG»

Seconda parte dell’intervista all’Assessore all’Urbanistica

Riprendiamo con la seconda parte dell’intervista all’assessore all’Urbanistica del Comune di Barletta, Azzurra Pelle, riguardo il PUG di cui il documento preliminare programmatico andrà in Consiglio Comunale presto e che ha sollevato numerose questioni.

Il Piano coste rientra nelle tante tematiche previste dal PUG?

«Bisogna fare chiarezza: gli interventi che riguardano il demanio marittimo sono di pertinenza solo del Piano regionale, e dunque comunale delle coste; ciò che concerne le aree interne, d’interconnessione con la città, riguardano il DPP nella sua visione organica di strategia. Al Piano delle coste, a cui è davvero difficile star dietro vista la continua evoluzione normativa, abbiamo rimesso mano con il lavoro congiunto di diversi assessorati; abbiamo cercato di rispondere alla necessità di fare ordine e di valorizzazione turistica della costa con la creazione delle cosiddette spiagge libere attrezzate e aree parcheggio e servizi per cui, al netto di verifiche di aree disponibili, si potrà affidare la gestione attraverso bandi pubblici. Per altre opere importanti sul lungomare di cui si era parlato e visto scenari nello schema di Piano delle coste, se ne potrà occupare direttamente il Settore dei Lavori pubblici in coerenza con le previsioni del DPP e de PUG».

Cos’è il “Parco urbano”?

«E’ previsto dal vigente Piano Regolatore, dal 2003, le cui disposizioni prevedono interventi a bassa densità edificatoria sulla fascia costiera, un esempio concreto può essere nelle zone sotto le Mura del Carmine dove ci sono terreni sia pubblici che privati. Ma è denominato Parco urbano perché prevede una sistemazione a verde attrezzato con dei servizi utili alla comunità. Non mi risulta che fino ad ora ci sia stata qualche trasformazione in tal senso, se non in piccola parte con la realizzazione da parte de Comune del parco Mennea, realizzato con il contributo di finanziamenti europei, oltre che comunali. Quindi è necessario interrogarci e avere consapevolezza di come la fascia costiera, in questo caso, vogliamo che si sviluppi. Per equità di litoranee faccio l’esempio su quella di levante su cui incide in maniera preponderante l’affaccio dell area della ex cartiera. Lo stesso criterio normativo vige sull’area dell’ex Cartiera, oggi tristemente nota, per cui la cordata di imprenditori proprietaria dei terreni (area piuttosto ampia di circa 50 ettari, pari alla grandezza del nostro centro storico) deve attenersi nelle costruzioni a quanto prescritto sia dalla legge Galasso che dal PPTR oltre che dal nostro PRG vigente con ovvie attenzioni e tutele paesaggistiche e di impatto ambientale. Il vincolo di inedificabilità, invocato a mezzo stampa da qualcuno, sicuramente manterrebbe inalterato lo stato dell’area ma al contempo produrrebbe lo spostamento dei diritti edificatori di quell’area altrove nella città (dove?chiederei) insieme o al pari di poter realizzare servizi ed opere di interesse collettivo, e perché no, si potrebbe chiedere ai privati di realizzare intervento in mare per il ripristino della costa erosa. Inoltre Una buona parte di quella maglia deve essere a verde pubblico».

Per quanto riguarda gli ambiti dell’assessore Pelle, per cosa sarà ricordata questa Amministrazione?

«Per parte riferita all’ assessorato alle Politiche per il territorio posso raccontare l’atteggiamento di questa Amministrazione assolutamente attivo nei confronti della riqualificazione e valorizzazione de territorio. Penso al primo traguardo raggiunto con l’interramento degli elettrodotti e quindi la bonifica ambientale e paesaggistica nelle zone di espansione e densamente abitate della città come le 167; al processo di bonifica con l’ eliminazione dei serbatoi dell’Eni a ridosso del Castell e del centro storico; abbiamo finalmente riavviato, dopo la lunga fase di blocco, la gara è la realizzazione delle opere di urbanizzazione nella 167, indispensabili per ridare dignità alla zona residenziale circa 5000 famiglie ivi residenti; avviata e oggi quasi completo l’edificio con 24 alloggi popolari, che mancavano a Barletta da circa vent’anni, oltre all’edificio da realizzare con autocostruzione, primo caso in Puglia, di prossimo avvio; la promozione e il protocollo d’intesa con i Comuni costieri per ottenere l’impegno del Ministero delle Infrastrutture a concedere il finanziamento di 7 milioni di euro per la riqualificazione costiera attraverso l’eliminazione dei canali, oggi in fase di progettazione da parte dell assessorato ai llpp; la volontà di recuperare tutti gli spazi dell’area dell’ex Distilleria è nota: la candidatura con esito positivo che porterà alla realizzazione della Cittadella della musica concentrazionaria, finanziato per buona parte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove buona parte dell’area potrà riguardare il recupero del nucleo centrale insieme al progetto di Ferrotranviaria per ampliare e migliorare via vittorio veneto e la connessione con l’area della distilleria per meglio collegare le due parti di città; non ultimo il polmone verde nella zona 167, il Parco dell’Umanità, due ettari di verde attrezzato che presto verrà ulteriormente ampliato integrando area giochi per bambini e adulti oltre che allo spazio dedicato allo sgambamento cani, area spettacoli all’aperto nello spazio finora occupato dal campo nomadi».