«Le sensazioni di un viaggiatore, del lascito avventuroso di un uomo come tanti, con un lavoro e una famiglia, che si è raccontato al suo pubblico senza maschere e nella totale nudità delle sue energie e fragilità. Stiamo parlando di Giulio Pisani, socio dell’associazione Rotary di Molfetta e affermato commercialista su territorio, che giovedì sera ha incantato il Brigantino 2 col racconto di un viaggio a Santiago de Compostela condito di amicizie, fede, perplessità, storie raccolte, preoccupazioni, sorrisi e abbracci, il tutto nell’incessante ricerca di se stesso.
Santiago de Compostela come rammentato da Nardo Storelli, presidente del Rotary Club di Barletta e promotore dell’evento è un luogo sacro che insieme a Monte Sant’Angelo e Gerusalemme rappresenta ad oggi una delle mete di pellegrinaggio più in voga in quanto, secondo la tradizione cristiana, è sede delle spoglie mortali di Giacomo II Maggiore.
Dopo la breve introduzione di Storelli Giulio Pisani ha cominciato il suo racconto con sottofondo musicale delicato, di una chitarra minimale, come del resto votato all’essenza e all’essenziale è stato anche il suo cammino, e con supporto di oltre 300 diapositive che hanno ritratto i momenti più belli della sua avventura.
Il pellegrinaggio è iniziato in Francia, passando per i Pirenei, fino all’arrivo a Finis Terrae, suggellando un percorso decisamente arduo e coraggioso, svolto totalmente in bicicletta. «Voglio che a parlare siano le emozioni che ho provato, lo stato d’animo che ho nutrito al momento della partenza, il timore della fatica, le perplessità sulla riuscita. Il mio cuore reggerà?» : con queste parole Giulio ha introdotto il suo discorso, mettendo in rilievo le ansie lecite di un uomo che stava per avventurarsi per la prima volta lungo un sentiero che poteva rivelarsi meraviglioso ma anche tortuoso e che soprattutto stava per affrontare da solo.
A convincerlo la “chiamata” che aveva udito, che gli aveva confermato che quello fosse il momento giusto per partire, senza compagni di viaggio, o quantomeno, non lungo l’andata : Giulio aveva compreso l’inestimabile valore del silenzio. «Il mio incedere era lento procedere. Difficile. Non avevo nessuna di quelle apparecchiature leggere, lavatrici o automobili, progettate per facilitarsi l’esistenza. Durante il cammino era difficile procedere su quelle stradine sterrate piene di buche ed ostacoli. Era difficile trovare un appoggio- Era difficile comunicare in lingue che non conoscevo. Eppure ero felice. Così felice che al momento del ritorno sapevo che mi sarebbe mancato ciò che stavo provando» : un viaggio interiore, volto alla riscoperta della semplicità, di riti da noi lontani come la cerimonia del Botafumeiro, di luoghi incontaminati, di sorrisi puri, di pasti senza costo, lontano dall’ampollosità della frenesia moderna e vicino all’ammirazione di doni ricevuti senza l’assillo di un tornaconto ma solo per il piacere di fare del bene.
La peregrinazione di Giulio Pisani ha incontrato molti volti, di nazionalità disparate, di cui il rotariano ha mostrato video e fotografie con estremo affetto e grande nostalgia. «Li ho sentiti miei fratelli. Abbiamo condiviso paure, piogge, freddo, siamo stati accomunati da un unico obiettivo. Il nostro è stato un cammino non sono con le gambe ma con l’anima. Rimani colpito dalla disponibilità con cui tutti si avvicinano per fare un selfie con te, tutti con un sorriso, come se fatiche, sofferenze e patimenti non esistessero. Persone colorate, non per il colore della pelle, ma per ciò che esprimono. Ti si stringe il cuore al ricordo».
Giulio Pisani ha affermato di sentirsi un uomo diverso, più sicuro e amante della vita, tornato dalla sua amata famiglia con consapevolezze diverse e custodendo nel cuore quel sottofondo che è stato il brano del suo intero cammino, del suo stato d’animo e sintesi perfetta di un mutamento interioreincomparabile : “Todo Cambia”.
A cura di Carol Serafino
