“Bisogna stare a casa”: mai parole furono più chiare. Medici, infermieri, volontari, virologi, e soprattutto un decreto di legge emanato da Giuseppe Conte a fronte dell’emergenza Coronavirus, hanno ribadito l’obbligo di isolamento (almeno) fino ad aprile inoltrato. A causa della facilità con cui il virus si propaga, per evitare una profusione di contagi e un sovraffollamento insostenibile negli ospedali, è necessario che la comunità cittadina di tutte le regioni offra il proprio contributo, preservando la propria incolumità e quella dei propri conterranei, restando a casa. Eppure a quanto pare il messaggio non è stato recepito da tutti. A Barletta infatti i “ribelli” non sono mancati, come non è mancata prontamente la denuncia da parte dei cittadini barlettani. Sui social sono state pubblicate diverse foto, corredate di opportune lamentele, ritraenti diversi atti “illeciti”, dato il periodo. Circostanze di denuncia primaria sono stati (e sono) gli assembramenti di ragazzini per strada, a volte nemmeno muniti di mascherina, in particolare in zona Patalini e Barberini, al punto che c’è chi, con amara ironia, ha definito alcune mattine di questa lunga quarantena dei veri e propri “lunedì di Pasquetta”. Sarà per questo che, fra le varie infrazioni, c’è anche chi si reca al supermercato più volte nell’arco della stessa giornata, anziché premurarsi di uscire di casa il meno possibile? Passeggiate sulla litoranea quasi all’ordine del giorno e, rimanendo in clima di festa (con la speranza che si possa finalmente ritrovare un po’ di festosa serenità), probabilmente alcuni concittadini credono che la Festa della Madonna si celebri a marzo piuttosto che a luglio. Poche ore fa infatti è stato fatto circolare in rete un video con tanto di fuochi d’artificio. A voler essere ottimisti, probabilmente si cercava solo di infondere buon umore? C’è chi l’ha ritenuta non una semplice violazione, ma anche una mancanza di rispetto verso tutti coloro che, meno fortunati di altri, stanno combattendo fra la vita e la morte. In questo periodo di riassestamento ed emergenza, in cui Barletta e l’Italia hanno bisogno di essere amate più che mai, noi cittadini abbiamo il dovere di tutelare l’incolumità dei nostri compagni di viaggio, oltre che la nostra. La trasgressione non sarà la cura del problema, il rispetto si. Restiamo a casa.
A cura di Carol Serafino
