Home Attualità Licenziata in Florida a causa del Coronavirus, l’appello della barlettana Piera Lionetti

Licenziata in Florida a causa del Coronavirus, l’appello della barlettana Piera Lionetti

Lavorava per Disney, ora si appresta a un rimpatrio problematico

Doveva essere un’esperienza da sogno. Un programma di scambio culturale a Orlando, in Florida, insieme a un gruppo di connazionali assunti per lavorare in ristoranti italiani gestiti dal colosso Disney. Ma al momento la barlettana Piera Lionetti è profondamente amareggiata e delusa, oltre che spaventata e in difficoltà. Dopo più di un anno, a un mese dalla scadenza del suo visto in America, è stata licenziata in tronco dall’agenzia che l’aveva assunta, insieme a un vastissimo gruppo di dipendenti.
«Sabato 11 aprile ci hanno detto senza nessun preavviso che non potevano continuare a pagarci, dandoci tempo fino al 18 per lasciare i nostri appartamenti. Ci hanno detto inizialmente che avrebbero contattato la Farnesina per organizzare dei voli da Miami. Abbiamo aspettato due giorni, poi ci hanno detto che la Farnesina non poteva aiutarci, consigliandoci di prenotare il primo volo disponibile. Prenotazioni al completo in pochissimo tempo, dato che gli aerei non possono volare a pieno carico per mantenere le distanze di sicurezza. Inoltre i prezzi sono saliti alle stelle, la maggior parte di noi non ha la disponibilità economica per permettersi un viaggio del costo di 3000 dollari».
Piera specifica che tutti i suoi colleghi sono ragazzi sotto i 30 anni, che hanno lavorato per mettere da parte qualche risparmio e fare un’esperienza di arricchimento personale.
«La compagnia che ci ha assunto sembrava molto seria, ma non ha esitato a trattarci come numeri e chiuderci le porte in faccia. Un altro problema è che nel momento in cui ci scade il contratto, scadrà anche l’assicurazione sanitaria. Dal 18 aprile sarà per noi impossibile ricevere assistenza sanitaria, se non sottoponendoci a un debito incredibile. Anche solo chiamare un ambulanza costa 2500 dollari. Un ragazzo che viene qui per fare una bella esperienza, potrebbe tornare a casa con un debito enorme sulle spalle».
Intanto il clima in città è molto diverso rispetto a quello che si respira in Italia. «Qui a Orlando c’è un coprifuoco, ma la gente è abbastanza rilassata. Per questo eravamo tranquilli anche noi, e abbiamo evitato di tornare a casa troppo frettolosamente, anche per evitare di contrarre il virus durante il viaggio e portarlo alle nostre famiglie. Ora stiamo cercando, con l’aiuto della nostra general manager, anche lei licenziata, di prolungare il nostro soggiorno negli appartamenti dell’agenzia, mentre aspettiamo risposte dalla Farnesina. Siamo terrorizzati e delusi, speriamo di ricevere presto delle risposte incoraggianti».

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