Siamo giunti all’ultimo appuntamento con le parole del Vangelo spiegate da Don Rino Caporusso, che ci hanno accompagnato in queste settimane di lockdown. Da domani le chiese della città saranno aperte e pronte ad accogliere piccoli gruppi di fedeli per celebrare le messe nel rispetto delle norme anti-contagio.
«In questo periodo così difficile c’è chi ritiene che Dio abbia abbandonato l’umanità. Ma se noi la domenica come cristiani ci riuniamo nel nome di Cristo, e in questo periodo anche con l’uso dei nuovi mezzi telematici, è perché riconosciamo che lui si rende presente oggi e sempre, riconoscendo con umiltà di cuore le “meraviglie di Dio che opera in noi”, come dice il Salmo di oggi.
La parola di Dio di oggi ci sta preparando all’Ascensione di domenica prossima e alla Pentecoste fra due domeniche. Nel brano del Vangelo Gesù promette di mandare agli apostoli e a noi lo Spirito Santo per riempirci di luce e di forza e renderci capaci di compiere la nostra difficile missione di messaggeri del Vangelo, nonostante le difficoltà della vita. Si tratta dello stesso Spirito che noi abbiamo ricevuto nel giorno del battesimo e della cresima. Ma perché si sviluppi in noi tutta la sua potenza è necessaria una condizione essenziale: avere l’anima e il cuore totalmente disponibili allo Spirito di verità, in un rapporto di profonda amicizia e comunione con Gesù e il Padre.
Gesù dice: “Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mia ama”. Ecco la risposta: solo l’Amore sarà il segno della Sua presenza. Ai cristiani di oggi e di ieri, che erano e sono oggetto di calunnie e persecuzioni, Pietro nella seconda lettura scrive esortandoli a dare le prove della loro fede e della loro speranza con il loro comportamento. Oggi i battezzati dovranno farlo con intelligenza e onestà, ritornando alla normalità con gradualità. Ciò significa che non dobbiamo dimenticarci ciò che abbiamo vissuto in queste settimane e pensare seriamente di volersi bene e di voler bene agli altri. Anche noi, interrogati sulle ragioni della nostra fede, dobbiamo essere pronti a rispondere con piena umanità, serenità e chiarezza. Ricordiamoci che la migliore risposta è sempre l’onestà».