A 36 anni dall’entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ratificata da quasi 160 paesi, ancora troppi governi, specie in Asia e in Africa, utilizzano la tortura quale strumento per estorcere informazioni, ottenere confessioni, mettere a tacere il dissenso o semplicemente come forma di punizione. La giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura, istituita nel 1997, nasce per promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti umani mettendo alla gogna trattamenti degradanti ed inumani riservati in particolar modo alla popolazione carceraria. Si è celebrata anche Barletta dove l’Arci “Carlo Cafiero”, con l’ausilio di esperti della materia, ha acceso i riflettori su quanto accade anche in Italia. Le manifestazioni in America per la morte di George Floyd hanno riaperto il dibattito sugli abusi di potere perpetrati nei casi Cucchi, Aldrovandi e Magherini e in altre vicende giudiziarie, forse meno conosciute ma altrettanto drammatiche.

Il tema viene affrontato anche in chiave artistica dall’attrice Michela Diviccaro e dal regista Daniele Nuccetelli con lo spettacolo teatrale “A senza nome”, presentato per la prima volta in streaming sulla pagina Facebook dell’associazione Antigone. Una sentenza del tribunale di Asti ha invece ispirato il professor Claudio Sarzotti nella stesura del libro “La carogna da dentro a me”.

Il reato di tortura venne introdotto nell’ordinamento italiano solo nel luglio del 2017 grazie ad un forte movimento d’opinione e alle attività di sensibilizzazione culturale e politica portate avanti dall’associazione Antigone, che da quasi trent’anni si interessa di tutela dei diritti nel sistema penale e penitenziario.

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