Ha preso vita questa mattina, intridendo il grigiore invernale con colori sgargianti e con una realistica resa del movimento: il murale dedicato a Pietro Mennea e sito lungo la salita che costeggia il ponte di via Alvisi, in direzione via Vittorio Veneto, oggi  è stato “schiuso”. Un capolavoro monumentale, realizzato dall’artista locale Giacomo Borraccino, meglio conosciuto come Borgiac, insieme ad Angela Ricatti, che ha contribuito attivamente nella sua gestazione e riuscita. Il colpo di genio era venuto questo settembre all’ex sportivo Giuseppe Lanotte, che dopo aver visto il film dedicato alla nostra Freccia del Sud ha chiesto all’artista barlettano di rendergli omaggio in quella che è la sua città d’origine. Un appello che è stato accolto immediatamente e che ha visto la partecipazione attiva dell’intera cittadinanza, la quale ha contribuito concretamente con una raccolta fondi volta all’acquisto del materiale necessario.

«C’è stata moltissima partecipazione – ha dichiarato Borgiac – c’è gente che si è fidata di Giuseppe Lanotte e di me senza conoscermi, ha dato piena fiducia all’iniziativa e ha anticipato somme di denaro per poter sostenere le spese, come si faceva una volta, a scatola chiusa. La vera forza è stata la comunità, è stata l’”insieme” e questo a me ha fatto molto piacere, perché le persone hanno sostenuto me e l’iniziativa».

Una pittura murale ciclopica, che ritrae Pietro Mennea “in corsa”.  Di fianco, in basso a destra, un numero importante: “19″72”, il tempo con cui il campione sancì il record mondiale nella finale dei 200 metri alle Universiadi di Città del Messico, il 12 settembre di ormai 41 anni fa. Borgiac si è avvalso delle sue conoscenze classiche e ha attinto dai murales di altri artisti, nei quali si è imbattuto durante i suoi viaggi in Italia, ne ha approfondito e studiato il metodo e alla fine, con una tecnica alla Michelangelo, ha realizzato il suo ultimo attacco d’arte.

Ad imperlare la maestosa figura, che ricopre in maniera quasi totalizzante la parete, la famosa citazione del corridore: “La fatica non è mai sprecata…soffri ma sogni”, un invito alla strenua resilienza, a non demordere mai, un urlo di forza ed energia. Non solo, inanellata a questo significativo attestato, anche la dicitura “BARLETTA RIPARTIAMO”. «E’ un messaggio per Barletta- ha continuato l’artista – ci sono state molte casualità per questa pittura murale: l’anno del Covid, i 40 anni dalla medaglia d’oro di Pietro Mennea, l’inizio del lavoro nel giorno di San Martino, dove “ogni mosto diventa vino” e in questo caso ogni murale si realizza. Queste coincidenze per noi sono fondamentali per dire a Barletta e alla comunità: possiamo ripartire. Chi meglio di Pietro Mennea poteva insegnarlo: anche dopo aver ottenuto il record del mondo ha continuato ad allenarsi perché l’obiettivo non finisce mai. Se noi con sforzo e con allenamento ci impegniamo, possiamo ripartire. Stando insieme si riparte ancora meglio perché siamo più forti».

Insomma, una giornata importante per la città di Eraclio, il cui nome, da sempre legato a quello di Pietro Mennea, ora ha anche la propria allegoria di caparbietà in un volto amato e in un’opera d’arte così visivamente d’impatto da sembrare viva. Non bisogna mai stancarsi di lottare per i propri desideri, nonostante le intemperie. Pietro Mennea ce lo ha dimostrato.

 

 

A cura di Carol Serafino