Anche quest’anno, come ogni anno che si rispetti, è giunta puntuale la ricorrenza dell’Immacolata Concezione, la festività ufficializzata dalla bolla papale firmata da Papa Pio IX nel 1854 e che omaggia la purezza della Vergine Maria, concepita senza peccato originale. Insieme al significato religioso, si dirama un ventaglio di tradizioni che concorrono a rendere il periodo natalizio un periodo dalla magia ineguagliabile, pronto ad infondere di visibilio i più piccoli e anche i grandi che, come in un miracolo di Natale, tornano bambini. Si inizia a decorare la casa, con gli addobbi più fantasiosi e si cucinano le leccornie tipiche. Una patina di opacità però quest’anno si è abbattuta sulle nostre vite, rendendo questi giorni forse meno “sonanti” e felici di come sarebbero stati in diverse circostanze. Il Coronavirus si è scagliato con ferocia sul mondo, riuscendo ad imbrattare persino l’immortalità delle nostre usanze. Eppure, Barletta può vivere anche quest’anno (e a maggior ragione quest’anno) la sua Festa dell’Immacolata Concenzione, con discrezione e in modo avulso da eccessi. Tanti i graziosi passatempi da poter trascorrere in famiglia, a cominciare dalla preparazione dei piatti tipici, pronti a stuzzicare i languorini solo con il loro odore. Un insostituibile topos ricorrente infanti sono le frittelle, insaporite da ogni tipo di condimento: pomodoro e mozzarella, ricotta forte pugliese, tonno, cipolla, capperi, cime di rapa e c’è chi addirittura utilizza la cosiddetta “sponza”. E come tralasciare le cartellate al vincotto o al miele, dolce tipicamente natalizio dalla famosa fattezza arabesca, la cui preparazione mobilita ogni nonna della città: un modo semplice e soprattutto molto “dolce” per trascorrere momenti di condivisione in famiglia. E ancora orecchiette con le cime di rapa e, non ultimo per importanza, il tipico capitone di Natale. Fusa per palato e uno dei migliori intrattenimenti che tornano a cadenza annuale a suonare al nostro campanello. Questa volta però mancheranno per ovvie ragioni i falò, consueto momento di aggregazione per Barletta, da sempre molto affezionata ai suoi antichi fanov, evenienza per la quale i barlettani raccolgono preventivamente e scrupolosamente la legna da ardere. Quest’anno non devono verificarsi assembramenti e ammassi di persone, per evitare la propagazione a macchia d’olio del virus. Ci si potrà solo attorniare (e rigorosamente in poche persone per abitazione) intorno alle proprie tavole imbandite, colmando lo iato inscindibile lasciato dai pezzi della nostra storia che quest’anno non potremo assemblare, imbevendo del calore dei nostri affetti questo giorno così unico nel suo genere. Una novità potrebbe essere però l’iniziativa solidale “Dona le frittelle in più” lanciata dalla Caritas Barletta, un modo generoso per donare non soltanto l’eccedenza delle proprie “pettole”, ma anche una carezza a chi è solo e bisognoso. Insomma, nonostante il clima festoso che riecheggia tra le vie della città della Disfida, non possiamo permetterci di perdere il controllo e abbassare la guardia adesso, anche per amore dei periodi di festa futuri.
A cura di Carol Serafino
