Uno sportello psicologico per sostenere gli studenti, le loro famiglie e i docenti in questo momento particolarmente difficile per l’ambiente scolastico. È il progetto partito da poco al liceo Scientifico Carlo Cafiero, dove chi appartiene alle categorie sopracitate può prenotare un colloquio online o di persona con Sara Nanula, psicologa e psicoterapeuta che ha già avuto esperienza negli sportelli di ascolto nelle scuole.
Con lei abbiamo dialogato dell’importanza di un supporto di questo tipo e dei danni psicologici che la pandemia di Covid-19 può causare nei più giovani, nei loro genitori e nei docenti.
«Si tratta di un servizio a livello nazionale, attivato grazie a un protocollo tra il Miur e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi- ha affermato- L’obiettivo è quello della prevenzione, per evitare l’emergere di difficoltà e disagi a livello emotivo e lo sviluppo di veri e propri disturbi».

Più colpiti sono certamente i più giovani, destabilizzati dalla perdita della routine scandita dall’orario scolastico e confinati a una dimensione più ristretta e domestica. «Essere privati dell’ambiente classe ha delle ripercussioni importanti- ha continuato Nanula- Seguire una lezione davanti al computer può essere meno motivante, mancano la solidarietà del gruppo classe e la competizione positiva. Mancano l’umanità e la socialità. I ragazzi possono essere più distratti e questo influisce sull’apprendimento e sul rendimento. Il ruolo delle emozioni sull’apprendimento è importantissimo, ed è stato dimostrato che un clima positivo facilita l’apprendimento. Altro aspetto sono gli orari sballati. Molti ragazzi vanno a dormire tardi, si svegliano più tardi, passano più tempo sui social e ciò aumenta il loro attaccamento al mondo virtuale. A livello di sintomatologie c’è un aumento dei disturbi d’ansia, legati anche a disturbi del sonno, disturbi del tono dell’umore e disturbi depressivi».
C’è poi il problema della privacy. «Con le lezioni online si entra nell’intimità della cameretta dei ragazzi. Questo può essere problematico per i più timidi, o per chi non dispone di un luogo tutto suo dove poter seguire. Non dimentichiamo che per chi vive situazioni domestiche conflittuali o pesanti, la scuola può rappresentare un posto in cui evadere da quell’ambiente. La scuola è inoltre un posto in cui poter costruire la propria personalità al di fuori dell’ambiente familiare».

Per quanto riguarda gli insegnanti, hanno in comune con i loro studenti lo stravolgimento della routine, a cui si aggiungono le difficoltà nell’adattarsi a una nuova metodologia di insegnamento, molto diversa da quella tradizionale. «I professori, soprattutto quelli che hanno meno familiarità con gli strumenti tecnologici, stanno facendo uno sforzo notevole. Devono trovare strategie per coinvolgere i ragazzi anche a distanza, cercare di mantenere l’attenzione, accettando di avere meno controllo sui ragazzi. In più manca anche per loro la socialità, i rapporti con i colleghi, le dinamiche del gruppo classe».
Il servizio è stato attivato la scorsa settimana. La prenotazione avviene tramite un messaggio su Whatsapp una email, mentre nei prossimi giorni sarà avviata una fase di presentazione alle classi attraverso incontri online.