Ieri pomeriggio, a Palazzo di Città, il Sindaco Mino Cannito ha voluto incontrare alcuni rappresentanti del Comitato di quartiere Zona 167, che, come si ricorderà, si era fortemente opposto alla realizzazione del Centro di raccolta rifiuti nei pressi della Parrocchia della SS. Trinità. Un incontro che si sarebbe dovuto svolgere qualche mese fa, perché i cittadini vanno sempre ascoltati in quella logica di partecipazione, soprattutto i residenti della zona coinvolta.

L’incontro è stato trasmesso in streaming dai canali social del Comitato; al fianco del Sindaco, oltre all’assessore all’Ambiente Ruggiero Passero e al Presidente del Consiglio comunale Sabino Dicataldo, anche alcuni consiglieri e rappresentanti del Settore tecnico del Comune. Da subito, Cannito ha chiarito quello che già era emerso nello scorso Consiglio comunale, cioè che l’area individuata, oggetto dello scontro, non potrà ospitare il Centro di raccolta. Non per la pressante attenzione rivolta dai residenti, ma per la preesistenza di vincoli edificatori nel Contratto di quartiere II, cosa (ri)emersa solo pochi giorni fa. La responsabilità di questa disattenzione è assolutamente ascrivibile alla macchina amministrativa. Tuttavia, la responsabilità politica è tutta di questa maggioranza, non solo per non aver notato la svista, ma anche per non aver ascoltato il grido di partecipazione espresso dai cittadini. Mobilitazione che, tuttavia, ha fatto emergere questi vincoli urbanistici, salvando di fatto il Comune da uno scivolone forse anche pesante.

«I motivi di quell’errore sono di natura tecnica, e non politica». Probabilmente i toni elevati denunciati dall’intervento del Sindaco in Consiglio, sono stati dettati da reciproche percezioni inesatte. «Eravamo convinti di un procedimento legittimo. Ora, stiamo lavorando su novità progettuali perché non vogliamo sbagliare più». È chiaro che la disinformazione l’ha fatta da padrone in questi mesi, motivo in più per evitarlo rendendo attuabili i percorsi di partecipazione; comprendiamo anche il difficile periodo di emergenza sanitaria, che non rende molto pratici i vari momenti pubblici, come del resto anche l’incontro di ieri che ha visto la partecipazione solo di una piccola rappresentanza dei residenti, almeno degli oltre 1600 firmatari della petizione.

Centrale è rimasto il tema sulla necessità del coinvolgimento nella stesura di un Regolamento di gestione del Centro comunale di raccolta, che deve disciplinare ciò che va conferito al suo interno, una volta individuata l’area. Ribadito da Passero il fatto che un Centro di raccolta non è una discarica o un inceneritore, deve per sua natura sorgere nel centro urbano e non fuori (altrimenti sarebbe inutile): è una struttura a supporto ed integrazione della raccolta differenziata, soprattutto con il metodo porta a porta. La carenza di comunicazione ha fatto sì che non si spiegassero e non si superassero eventuali problematiche. «Le prossime volte che ci incontreremo – ha ripreso Cannito – regolamenteremo insieme quello che si può e non si può conferire», questo è chiaramente un impegno dell’Amministrazione, ma anche un mea culpa. Del resto, come già anche alcuni consiglieri di opposizione, i rappresentanti dei residenti hanno chiarito di non essere contrari in assoluto all’esistenza di centri di raccolta. L’area sarebbe stata recintata e video-sorvegliata, consentendo l’accesso con tessera di riconoscimento, parola del progettista Alberto Vista della Check Project: «oltre a un hub per il riuso, dove il cittadino porta qualcosa che può essere riutilizzato dai cittadini meno abbienti, insomma è qualcosa di molto evoluto, non certo quello che si era paventato».

Uno dei motivi dell’opposizione a questo Centro era l’eventuale traffico eccessivo di mezzi pesanti che avrebbe comportato, ma la soluzione sarebbe stata ancora una volta nella regolamentazione, per cui a parere dell’Amministrazione, non ci sarebbe stato il tempo materiale di condivisione per non perdere il finanziamento regionale di 450.000 euro. «Il prossimo passo – a concluso Cannito – sarà condividere la scelta per un’alternativa possibile. Mi auguro che saremo d’accordo, abbiamo già qualche idea, non ve la diciamo ancora perché non sappiamo se il finanziamento resta; quindi prima di parlare vogliamo essere sicuri. Il bando parla di collocazione all’interno dell’abitato e non a ridosso». La volontà, dunque, dell’Amministrazione è quella di non perdere il finanziamento, non dimenticando, in alternativa, le notevoli possibilità del Contratto di Quartiere II.

La settimana prossima, il Sindaco, ha preannunciato l’incontro con i rappresentanti del quartiere Settefrati, in cui era prevista la collocazione di un altro Centro di raccolta comunale, nell’area accanto alla Parrocchia di San Nicola.