Ruggiero Vitrani è stato un  capitano  bersagliere barlettano, ucciso in Etiopia nel 1941 e pluridecorato, dimenticato da Barletta, ma ricordato dal nipote Ruggiero Vitrani, 68 anni, che vive con la sua famiglia nell’antico palazzo di famiglia su corso Vittorio Emanuele, da cui suo zio Ruggiero partì per seguire la sua carriera militare. Il signor Vitrani  conserva con grande cura foto, onorificenze e documenti del capitano Vitrani. Assieme a Ruggiero Graziano (presidente ANMIG –Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Di Guerra/Barletta) e Giuseppe Caggia (vicepresidente ANCR – Associazione Nazionale Combattenti e Reduci) vado ad intervistare Ruggiero Vitrani, che ci accoglie con cordialità e simpatia.

Signor Vitrani, per quale motivo  lei ha lo stesso nome di suo zio Ruggiero?

«Mio padre Francesco  – fratello di Ruggiero – ha voluto onorare la memoria di suo fratello caduto in Etiopia, dandomi il suo stesso nome».

Ruggiero Graziano, Ruggiero Vitrani e Giuseppe Caggia

Come si spiega il disinteresse verso Ruggiero Vitrani?

«Non me lo so spiegare. Paradossalmente,  a Barletta si tributano onori a personaggi discutibili. Mio zio Ruggiero Vitrani è un eroe di guerra ignorato da Barletta».

Il Comune di Barletta ha intitolato a Ruggiero Vitrani una via, invece il Comune Bari gli ha intitolato una caserma

«Esatto. Nel 1982,io e la mia famiglia, siamo stati a scoprire una targa presso il circolo ufficiali della Caserma “R.Vitrani” di Bari. Invece, a Barletta, la  vecchia targa intitolata a mio zio, fu rimossa dal muro del liceo classico. Vorrei che fosse posta una nuova targa viaria sulla omonima via, come è già avvenuto per le altre “Medaglie d’Oro” (Ferdinando Chieffi,  Francesco Rizzitelli,  Michele Boccassini, ecc.)».

Bari ricorda l’eroico bersagliere Giuseppe Vitrani

Avete agito per porre rimedio?

«Ci siamo fatti sentire presso gli uffici preposti, ricevendo promesse mai mantenute».

Nemmeno Ruggiero Vitrani è stato “profeta in patria”: ignorato a Barletta, celebrato a Bari.

«Si. Bisognerebbe essere riconoscenti verso un barlettano che si è sacrificato per il proprio Paese. In questo senso, Bari è stata riconoscente».

La caserma “Vitrani” a Bari

Che tipo era suo zio Ruggiero Vitrani?

«Mio padre Francesco raccontava che zio Ruggiero  era un uomo coraggioso e intraprendente, una persona eccezionale».

Ruggiero Vitrani in una foto d’epoca

Ruggiero Vitrani aveva una famiglia?

«Si, quando nel 1941 fu ucciso in Etiopia, lasciò moglie Marianna Meloni  e sua figlia Maria Carmela di 6 anni. Purtroppo, Maria Carmela morì nel 1970, a 35 anni, uccisa dalla sclerosi laterale amiotrofica. Negli anni ’60, su richiesta della moglie,  le spoglie di Ruggiero Vitrani furono traslate da Bandar Abbas  –  dove era sepolto – al cimitero di Verona, alla presenza delle massime autorità militari dell’epoca. Adesso, Ruggiero Vitrani riposa nella cappella di famiglia, con la moglie e la figlia».

Ruggiero Vitrani

Vita di Ruggiero Vitrani

Ruggiero Vitrani nasce nel 1908 a Barletta. Nel 1928, dopo il Collegio Militare di Roma, entra all’Accademia di Modena, per diventare sottotenente nel 1930. Viene assegnato all’ottavo “Reggimento Bersaglieri”. Nel luglio del 1938, durante la guerra italo – etiopica, Ruggiero è trasferito in Etiopia e assegnato al LXXXI battaglione della terza Brigata Coloniale. Con la promozione di capitano, riceve il comando della prima compagnia. Mentre presta servizio in Etiopia, Ruggiero Vitrani viene decorato con Medaglia di bronzo (settembre del 1939) e la Croce di guerra al Valore militare (febbraio 1940), per essersi distinto in azioni di guerra.

La rivolta del Goggiam (Etiopia settentrionale)
Tra il 1937 ed il 1940 le forze armate italiane in Africa orientale si trovarono impegnate in una dura lotta contro i guerriglieri, in particolare nella regione del Goggiam, nel governatorato dell’Amara. Il 9 maggio 1936, Mussolini aveva proclamato la nascita dell’Impero italiano in Africa orientale e la fine della guerra in Etiopia. In realtà, tre quarti del territorio etiope erano sotto il controllo di due armate etiopiche e decine di migliaia di guerriglieri.
Furono inviati 80.000 soldati italiani, 8.600 uomini dell’aeronautica, con 250 aeroplani, reclutati 105.000 indigeni. Con queste forze, furono sbaragliate le ultime resistenze nella zona.

Documentazione riguardante Ruggiero Vitrani

La battaglia di Sardò Mesghì (regione del Goggiam)
Il 2 aprile 1941, durante un violento combattimento presso Sardò Mesghi contro guerriglieri etiopi, Ruggiero Vitrani si trova alla testa di due compagnie. Nonostante fosse esposto al fuoco di sbarramento avversario, Ruggiero si lancia contro postazioni avversarie, armato di bombe a mano. Ferito ad un fianco, continua a combattere, incitando le truppe. Resta ucciso da un colpo alla testa. Ruggiero Vitrani aveva 31 anni e fu sepolto a Bandar Abbas. Per questa azione, fu decorato con la Medaglia d’Oro alla Memoria Negli anni ’60, alla presenza delle massime autorità militari dell’epoca, le spoglie di Ruggiero Vitrani furono traslate nel cimitero della città di Verona, dove il capitano viveva con la moglie Marianna Meloni e la figlia Maria Carmela. Il Comune di Barletta ha intitolato a Ruggiero Vitrani l’omonima via. Il Comune di Bari ha intitolato a Ruggiero Vitrani l’omonima caserma, sede del Reparto Comando e Supporti Tattici “Pinerolo”.

A seguire, pubblichiamo gli elenchi dei soldati barlettani decorati, deceduti e dispersi durante la seconda guerra mondiale.

soldati barlettani dispersi nella seconda guerra mondiale_compressed

soldati barlettani caduti seconda guerra mondiale

soldati barlettani decorati nella seconda guerra mondiale_compressed (1)

soldati barlettani deceduti per malattia nella seconda guerra mondiale_compressed

A cura di Tommaso Francavilla