“Quanti porti ha Barletta?”. Questa domanda, ovviamente provocatoria, torna a risuonarmi nella mente, e desidero condividerla con chi ha la pazienza di leggermi. Da anni sentiamo parlare, annunciare, con tanto di proclamazioni e inaugurazioni in pompa magna, di dragaggio, bonifica, allungamento del braccio di Ponente. Ogni volta lo si fa come se fosse la prima volta, e come se non stessimo discutendo sempre dello stesso medesimo porto. Con cadenza oramai prevedibile si indicono conferenze stampa, ma ad oggi nulla di tutto questo è divenuto operativo, nulla è stato fatto. La verità, al di là dei molti porti, evidentemente sepolti (Ungaretti aveva preso ispirazione da Barletta), è che manca una visione organica. Ciò che servirebbe, ma non c’è, è un piano che tenga assieme la costa, il mare, il fronte mare, Ariscianne, l’Ofanto, fino ai canali (naturali e non) che scaricano in mare acque reflue. La distanza tra ciò che sarebbe necessario e ciò che realmente è messo in atto, tra il necessario fare e il facile dire, è il proverbiale mare, appunto. Quasi un oceano. La politica degli annunci è oramai una malattia, chiamiamola: “annuncite”. Una malattia che colpisce i Barlettani pendolari e/o trapiantati, per ragioni di rappresentanza, tanto a Roma quanto a Bari. È arrivato il tempo di sostituire gli annunci, i proclami, le inaugurazioni del nulla con una visione organica: una seria progettazione del fronte mare che tenga in considerazione l’interconnessione, l’interdipendenza tra gli elementi che elencavo poco sopra. Se il mare è la risorsa naturale più importante della nostra città, allora è necessario dedicare ad esso un lavoro di lungo periodo, lanciare progetti e verificarne andamento e attuazione, dai lavori preliminari fino alla rendicontazione. Come già avvenuto in altre realtà, sarebbe doveroso dedicare un pezzo della prossima amministrazione (e di tutte quelle future) a questo. Avere cioè un Assessorato del mare, un luogo di elaborazione e di progettazione unico che tenga assieme Ofanto, porto, costa, Ariscianne. Avere un assessore di riferimento e una squadra chiaramente identificabile all’interno della amministrazione comunale è solo un primo passo, ma indispensabile, per rendere manifesti indirizzi e responsabilità: per trasformare Barletta in un progetto, per proiettarla in un futuro di risultati e successi, abbandonando l’era degli annunci.

 

Ing. Franco Dimiccoli