«Oggi torno a occuparmi del trasferimento degli uffici provinciali da Barletta a Trani, tornando a porre la lente d’ingrandimento sull’incomprensibile e antieconomica scelta operata dal presidente della Provincia B.A.T., Bernardo Lodispoto, grande amico del “puparo” che ha lasciato Barletta, in un momento storico particolare, senza Amministrazione Comunale e senza rappresentanti provinciali.
Ricordo a tutti che gli uffici provinciali di Trani, assieme alle aule riservate al Liceo “De Sanctis”, costeranno alla Provincia B.A.T. ben 34.800 euro al mese per i primi due anni (417.000 € all’anno) e 31.400 euro al mese (378mila all’anno) dal terzo anno, a fronte degli 8.952 euro mensili pagati finora a Barletta. Da verifiche catastali effettuate (Agenzia delle Entrate) emerge che l’immobile, nuova sede degli uffici provinciali, risulta essere di categoria D8 ed è ricadente nella zona D3 (capannoni industriali/laboratori) del Comune di Trani.
Se l’immobile dovesse essere inquadrato come capannone industriale, avrebbe un valore di locazione minimale di euro 1,50 al metro quadro e massimale di euro 2,00 al mese per un importo di locazione annuale minimale di euro 71,712,00 e massimale di euro 95.616,00.
Se, invece, dovessimo inquadrarlo come laboratorio, avrebbe un valore di locazione minimale di euro 1,70 al metro quadro e massimale di euro 2,50 al mese per un importo di locazione annuale minimale di euro 81,273,60 e massimale di euro 119.520,00.
Il contratto di locazione sottoscritto dalla Provincia B.A.T., invece, corrisponde a euro 8,73 al metro quadro per un totale di 34.800,00 al mese e di 417.600 all’anno. A questi soldi si aggiungono i 90mila euro spesi dalla Provincia per i lavori d’adeguamento della nuova sede, cosa mai avvenuta prima per i contratti di locazione.
Gli uffici della Provincia oggi costano il 336%/249% in più rispetto al valore di locazione della prescelta sede di Trani e il 289% in più rispetto alla vecchia sede di piazza Plebiscito a Barletta.
Una cosa è certa: se ci fosse stato Cannito, mai la Provincia si sarebbe trasferita a Trani e mai avremmo pensato di sprecare così tanti soldi pubblici».
Mino Cannito
