Il ballottaggio ci sarà, il 26 giugno. Ma era largamente prevedibile. Il risultato più clamoroso è sicuramente stato quello del candidato Carmine Doronzo (con la coalizione civica di Sinistra Italiana), che ha sicuramente superato ogni aspettativa, anche raccogliendo molto dal voto disgiunto o comunque dal voto personale, con quasi 6,5% in più rispetto alla propria coalizione. Cosa che non è accaduta per la candidata Santa Scommegna (coalizione a trazione Partito Democratico), che ha preso oltre il 7% in meno rispetto alla propria coalizione; fermo restando che il PD è tornato ad essere il primo partito della città, con il consigliere regionale Filippo Caracciolo come più suffragato della lista. È chiaro che qui si parla di qualche migliaia di voti che sono circolati. Certamente, il dato deve far riflettere: sono tutte personali le responsabilità della Scommegna? Quanto ha contato la narrazione della campagna elettorale? Quanto la necessità di rivolgere lo sguardo ad una nuova generazione amministrativa?

Cannito, l’ex sindaco presentatosi in coalizione con i partiti del centrodestra più liste civiche, ha superato la propria coalizione dello 0,57%: Cannito è più simpatico? Le liste politiche di centrodestra non hanno brillato come ci si aspettava, eccetto che per Forza Italia partendo da un radicamento sul territorio che pochi mesi fa aveva raccolto un importante risultato per la mancata elezione in Consiglio regionale proprio per il più suffragato della lista, eletto certamente in Consiglio comunale, l’ex vicesindaco Marcello Lanotte. La Lega non convince a Barletta, forse esprimerà un seggio in caso di premio di maggioranza per Cannito. Fratelli d’Italia dovrebbe eleggere gli stessi nomi da cui era già rappresentata nello scorso consiglio.

Tuttavia, Carmine Doronzo dovrebbe tornare in Consiglio comunale con due rappresentanze come già era accaduto nel 2018: oltre a lui, ci sarà sicuramente Michela Diviccaro, rappresentanza del mondo dello spettacolo dal vivo di Barletta. A bocce ferme, questo risultato ci appare castrante. Ma si è detto che il centrosinistra diviso non paga mai, e non lo ha fatto neanche questa volta occupando i posti secondari rispetto al centrodestra di Cannito.

Il Movimento 5 Stelle non ce la fa neanche ad entrare in Consiglio; tuttavia diamo atto alla Carone di aver superato la propria lista di uno 0,07%. Una lista unica aveva scelto il M5S, che non fa bella figura nonostante esprima un senatore. Il voto d’opinione non fa più testo, soprattutto quando gli argomenti sono simili a quelli di altri candidati.

È chiaro che ora il pallino per il ballottaggio è in mano al 19% di Carmine Doronzo. La partita riparte da zero, nessuno pensi di poter capitalizzare il risultato acquisito. Scommegna o Cannito ne riparliamo tra due settimane.