Home Istituzionale «Aumento Tari, dov’era il Pd quando il commissario straordinario approvava la delibera?»

«Aumento Tari, dov’era il Pd quando il commissario straordinario approvava la delibera?»

La replica del sindaco Cannito

Si pubblica di seguito la risposta del sindaco di Barletta Cosimo Cannito in merito all’intervento del PD, riportato dai media, sull’aumento della TARI.

«È come se il PD fosse sbarcato a Barletta e nessuno lo avesse aggiornato su cosa è accaduto negli ultimi anni in Città e nel ‘Sistema Paese’. E allora rinfreschiamo la memoria:

  • la Direttiva 2008/98/CE stabilisce il quadro giuridico per la gestione dei rifiuti nell’Unione Europea, partendo dal principio in base al quale “chi inquina paga” e che, quindi, tutti i costi della gestione dei rifiuti devono essere sostenuti da chi li produce;
  • la legge 147/2013 istituisce la tassa sui rifiuti destinandola a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento, stabilendo, nel contempo, che “in ogni caso deve essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio”;
  • la deliberazione 443/2019 dell’ARERA (Agenzia di Regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente) adotta il cosiddetto Metodo Tariffario Rifiuti (MTR) in base al quale si fissano le regole per la determinazione delle tariffe sulla base dei costi efficienti 2018-2021;
  • la successiva deliberazione ARERA 363/2021 aggiorna il precedente MTR per il periodo 2022-2025 (MTR-2), confermando che la determinazione delle tariffe sia basata su “dati certi, validati e desumibili da fonti contabili obbligatorie”, disciplinando anche il cosiddetto “limite alla crescita”; non solo, l’art. 7 del MTR-2 conferma che la base di calcolo per l’anno 2022 è data dai costi di esercizio e investimento rilevati nell’anno di riferimento (a – 2) come risultanti da fonti contabili obbligatorie, quindi i consuntivi del 2020.

Questo è il perimetro normativo già noto a tutti da tempo, che certamente non si può né nascondere, né modificare con una Delibera di Consiglio. E nella nostra Barletta cosa succede? Cosa si fa finta di dimenticare?

Dobbiamo per un attimo tornare indietro al 2020. Durante un acceso dibattito in Consiglio Comunale (Delibera n. 98 del 18 dicembre 2020) sull’incremento per 1,9 milioni di euro dei costi di smaltimento sostenuti presso gli impianti imposti dall’AGER, veniva chiarito, sul piano tecnico, che l’incremento dei costi del 2020 l’avremmo ritrovato nel piano economico finanziario della TARI del 2022. Quindi si sapeva già da dicembre di due anni fa che l’incremento ci sarebbe stato. Di cosa ci si meraviglia oggi? E poi; quando è stata approvata la Delibera del Commissario Straordinario il 28 aprile scorso sulla TARI 2022, come mai nessuno ha sollevato la questione? Dov’erano tutti?

La citata e corposa deliberazione che approva le tariffe TARI 2022, oltre ai richiami normativi, è fin troppo chiara nel descrivere come si arriva alle tariffe 2022; da un lato, vi è un sistema di calcolo secondo cui, a fronte dei 21,5 milioni di euro, che costituirebbe la base tariffaria reale (definita dalla legislazione vigente), ci si ferma a 16,5 milioni per garantire la copertura integrale dei costi iscritti nel bilancio 2022; dall’altro lato, per compensare l’aumento “di legge” rispetto al 2021, il Comune mette a disposizione 1,2 milioni di euro, con il proprio bilancio, per garantire maggiori agevolazioni a tutte le famiglie con ISEE fino a 15 mila euro e alle utenze non domestiche maggiormente colpite dal COVID, assicurando loro uno sconto del 10% sulla quota variabile. Diversamente, il limite ISEE sarebbe stato 12 mila euro, con sconti più bassi, e le utenze non domestiche non avrebbero ottenuto alcuna agevolazione.

Si ricorda che gli “equilibri di bilancio” non costituiscono una facoltà per le amministrazioni locali, ma un obbligo di legge; si ricorda, altresì, che gli “equilibri di bilancio” devono fare i conti anche con il “caro energia” che ne ha raddoppiato i costi (da 2 a quasi 4 milioni di euro); certamente non si poteva far finta di non vederli.

Infine, sul tema degli utili della Bar.S.A. pari a 470 mila euro, occorre precisare la società ha potuto beneficiare della cosiddetta “decontribuzione sud”, che ha fatto risparmiare circa 500 mila euro di oneri sociali INPS. E di tali utili, 250 mila euro sono stati distribuiti al socio unico, Comune di Barletta.

Ma che fine hanno fatto tali utili? Presto detto. Sono stati utilizzati proprio per finanziare le maggiori agevolazioni sulla TARI. E di ciò se ne dà atto nella delibera di salvaguardia degli equilibri approvata il 23 giugno 2022.

Ultima curiosità! Questa Amministrazione è arrivata a fine giugno».

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