Home News Bonaccini o Schlein: anche a Barletta le Primarie PD

Bonaccini o Schlein: anche a Barletta le Primarie PD

Caracciolo: «Domenica un voto per il riscatto della sinistra»

Si è votato per le Primarie del Partito Democratico nei Circoli; come noto circa il 53% dei tesserati si è espresso a favore di Stefano Bonaccini e quasi il 35% per Elly Schlein. Una battaglia che si gioca interna all’Emilia Romagna, infatti i due sono rispettivamente governatore ed ex vice della regione settentrionale. Gli altri due sfidanti, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli sono stati estromessi dalla corsa, che vedrà domenica prossima un vero e proprio ballottaggio tra i primi due.

Anche a Barletta ha trionfato, nel voto tra i tesserati, Bonaccini ottenendo ben 322 voti su 398 votanti. Per questo secondo turno delle Primarie nazionali, il circolo barlettano ha organizzato queste consultazioni presso l’hotel La Terrazza dalle ore 8 alle 20, potranno votare tutti gli elettori sopra i 16 anni, quindi non solo i tesserati ma tutti coloro che simpatizzano per l’area progressista.

La scelta, questa volta, è davvero di campo perché si tratta di scegliere l’indirizzo che il Partito dovrà prendere di qui in avanti. È inutile nascondersi che è in gioco la vera e propria esistenza degli stessi dem: Bonaccini è sostenuto in gran parte dagli amministratori locali, come anche in Puglia dallo stesso governatore Emiliano.

«Quello di domenica non è solo un voto per decidere il nuovo segretario del Partito Democratico. E’ un voto per dimostrare che la sinistra è viva, che la sinistra ha voglia di rinascita e di riscatto, è un voto per arginare la deriva sovranista del nostro Paese[…] L’intera classe dirigente del Pd ha grandi responsabilità, abbiamo avuto una sonora lezione alle elezioni politiche e alle ultime regionali. Il messaggio del nostro popolo è stato chiaro, ma ora abbiamo bisogno del sostegno di tutti per ripartire, per guardare con speranza al futuro. Andiamo a votare, non stiamo scegliendo solo un segretario, c’è molto di più». Così il presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale, Filippo Caracciolo, che tuttavia già si era espresso in modo favorevole alla candidatura di Bonaccini.

«In qualità di neo segretario cittadino del PD invito la comunità del Partito Democratico e del centrosinistra ad esprimere il proprio voto domenica; dopo le sconfitte nazionali ripetute, il PD, ha bisogno di ritrovare le ragioni per riprendere un cammino – così parla il neo eletto segretario cittadino Cosimo Bruno, aprendo al voto per il governatore emiliano – quindi domenica la sfida tra Bonaccini e Schlein rappresenta un sano confronto d’idee che passa attraverso la quantificazione del consenso. Da un lato Bonaccini, rappresenta il candidato fuori dalle correnti, è il presidente della regione Emilia Romagna che ha battuto la destra di Salvini, quando è stato ricandidato in solitaria senza un grande sostegno del partito nazionale e da quel momento, è iniziata la sua ascesa e il suo percorso. Lui parte da un dato di fatto, mentre gli amministratori locali in tutti i comuni italiani, in tutte le provincie, in tutte le regioni ottengono dei risultati importanti e addirittura vincono, il partito a livello nazionale con i suoi dirigenti “borghesi” perde. Cercherà di portare il Partito Democratico a quella dimensione popolare che fa parte del nostro DNA. In questa dinamica nazionale è inserita anche la città di Barletta e l’intera Provincia. Nell’ultimo congresso provinciale e in quasi tutti i congressi cittadini ha prevalso l’area Bonaccini, quindi su questo territorio a trazione Bonaccini ci si aspetta un grande risultato ma soprattutto la possibilità di ridare dignità alla politica e di far tornare la gente a crederci. Questa è la mission per la quale molti di noi si stanno impegnando per questa campagna di Primarie che sicuramente rappresenta un punto cruciale della vita del Partito Democratico nato nel 2007, se non riusciamo a superare questo momento molto probabilmente saremo destinati all’opposizione per tanti anni ai vari livelli. Quindi abbiamo la necessità di reagire e di farlo con forza e coraggio, ci proveremo perché la nostra è una dimensione popolare, vogliamo tornare a recuperare i voti nelle periferie, non vogliamo una classe dirigente borghese, non vogliamo essere il partito dei garantiti ma vogliamo tornare a parlare alla nostra gente».

Si voteranno i candidati per la segreteria nazionale, che sono abbinati a dei candidati per l’assemblea nazionale del Partito Democratico.

Exit mobile version