La mancanza di verde pubblico, le gravi lacune nella zona 167, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ma anche attenzione alle attività imprenditoriali, ma soprattutto una parola chiave: visione. Di questo e di molto altro si deve parlare quando si affronta l’argomento riguardante il PUG (Piano Urbanistico Generale) di Barletta. Se n’è discusso nell’incontro pubblico di ieri pomeriggio presso la sede barlettana della Lega Navale, organizzato dall’associazione Avvocati Barletta.

Gli approfondimenti sono stati alla luce della recente normativa regionale, la L.R. n. 36, con le dovute perplessità sollevate dall’ing. Francesco Carpagnano, riferendo il rischio di incentivare un vero e proprio “assalto del territorio” in barba al concetto tanto sbandierato del “no al consumo del suolo”. L’urbanistica ha nelle sue prerogative concettuali una forma di cultura che deve essere concretamente ben amalgamata ad una visione di sviluppo di un territorio, perciò si rende indispensabile non sbagliare le scelte che riguardano il futuro di una città, non dimenticando il ruolo di fruitori momentanei che devono assumere decisioni per le generazioni successive. «Il Comune di Barletta sta cercando di porre in essere – questo è l’intervento di Carpagnano – il Piano urbanistico che ha subìto uno stop, anche a causa di una normativa recentissima emanata dalla Regione Puglia che è proprio l’ennesima versione del cosiddetto Piano Casa 2023, una legge ostativa allo sviluppo, alla rigenerazione, al ripristino delle periferie, alla vivibilità è semplicemente una legge che mette a posto certi balconi, alcuni piccoli abusivismi edilizi, non rigenera proprio nulla anzi ,aggrava lo stato già penoso in cui le nostre costruzioni si trovano. La politica comunale ha la responsabilità del compito che gli è stato affidato, di condurre questo discorso, e quindi l’approvazione del nuovo PUG con serietà e pervasa da una cultura. Noi abbiamo dal ‘71 un piano regolatore che vige ancora, dove furono ipotizzate le zone industriali in riva al mare, perché era più comodo con l’acqua del mare raffreddare gli impianti, era più comodo scaricare la cellulosa ad esempio della cartiera ma oggi dobbiamo assolutamente riconoscere e porre rimedio al fatto che non è più possibile avere le zone industriali vicino al mare, bisogna portarle nelle zone adeguate, e bisogna restituire al mare la sua funzione, non solo ambientale e naturalistica ma anche turistica».

Altro relatore dell’incontro l’ex assessore all’Urbanistica, Pierpaolo Grimaldi, avvocato anche lui, che ha condotto per un breve periodo la ripresa della discussione su quel Piano. In realtà il Disegno Preliminare Programmatico era stato già licenziato come ultimo atto del consiglio comunale con la guida del sindaco Pasquale Cascella. In realtà, il Piano Urbanistico è molto atteso, visto che il nostro Piano Regolatore, sebbene non sia assolutamente la stessa cosa, risale a oltre 50 anni fa. Rivisto e aggiornato, ma il punto è che non riguarda le semplici costruzioni edilizie, anzi; riguarda la concezione del territorio. Santa Scommegna, consigliere comunale del PD e dirigente comunale per molti anni non ha potuto fare a meno di ricordare l’esempio più calzante: l’unico “piano strategico”, incompiuto, a Barletta è stato quello dei primi anni 2000, voluto dall’allora sindaco Francesco Salerno, correndo con città come Torino o Pesaro, dove la prima ha visto il suo apice già nel 2006 con le Olimpiadi invernali e la seconda diventare quest’anno Capitale italiana della Cultura 2024. È chiaro che il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) deve andare di pari passo al piano generale, anzi esserne propedeutico e così anche il Piano Comunale delle Coste. Passi che pensavamo già di avere intrapreso da qualche anno; si tratta di contesti urbani collegati.

«È uno strumento di cui abbiamo decisamente bisogno – così la Scommegna – e la cosa che non si comprende proprio perché sono passati tanti anni dall’adozione del vecchio Piano Regolatore, ma soprattutto perché è passato tanto tempo dall’approvazione della Legge Regionale n. 20 e dalla pubblicazione del documento più importante, il DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale). Non si comprende anche perché questo strumento, che comunque lascia aperta la possibilità di fare addirittura delle modifiche nel corso della sua vigenza, e questo è affidato al compito principale del Consiglio comunale, non riusciamo ancora ad avere la bozza del PUG. Per cui ben vengano anche queste iniziative dei professionisti che ci auguriamo siano anche da pungolo per la politica per trovare un punto di contatto tra tutti gli interessi e approvare la bozza del PUG. Noi ci auguriamo che i tempi indicati dall’Amministrazione siano rispettati. Ricordiamo che a maggio scorso c’è stata un’altra importante fase di partecipazione cittadina i cui risultati sono stati oggetto di osservazioni, che pur non avendo valore legale, dimostrano un interesse fortissimo. Quindi noi ci auguriamo  che l’Amministrazione ascolti il punto di vista del Partito Democratico».

L’incontro è stato introdotto dal presidente della Lega Navale di Barletta, Giuseppe Gammarota e da, Michele Di Benedetto direttore di SICUR.A.L.A. che ha sponsorizzato l’evento; la conferenza è stata introdotta da Giuseppe Bufo, tesoriere dell’associazione Avvocati Barletta e dal vicepresidente Ruggiero Bollino. La serata moderata dalla giornalista Maria Fiorella.