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Consiglio regionale pugliese, il barlettano Tupputi lascia CON

«Dal noi all'io: mi dichiaro indipendente»

“Politica è dire sempre ‘NOI’ e mai ‘IO’. Parto da questo caposaldo per spiegare le ragioni che mi hanno spinto a lasciare il movimento di Con, dichiarandomi da oggi ufficialmente indipendente. ‘Con’, a mio avviso ha smarrito la sua identità, le sue prerogative che mi convinsero a credere in questa nuova sfida in occasione delle elezioni regionali del 2020.

Quella preposizione semplice basata sulla condivisione e sull’unanimità di intenti ha, nel suo percorso, perso prima di intensità per poi dimenticare completamente la sua connotazione originaria. La linea politica tracciata ‘ab origine’, è oggi appena accennata e non offre prospettive future così come merita la seconda forza politica più suffragata della maggioranza. Nessuna capacità di autodeterminazione né di autonomia politico-amministrativa è stata raggiunta dal Movimento, che al contrario appare troppo spesso  semplice strumento nelle mani di altri.

In considerazione del mio ruolo ho provato, in diversi occasioni, a condividere le mie preoccupazioni con l’obiettivo di risvegliare lo spirito del gruppo che oggi appare anestetizzato o semplicemente ‘accontentato’. Il tentativo di riconciliazione è apparso irrecuperabile quando non ho percepito condivisione di intenti alla richiesta di azzeramento della Giunta Regionale e di tutti i ruoli apicali delle agenzie partecipate della regione, per dare un segnale forte dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno colpito il cuore della politica pugliese, allo stesso modo sono rimasto basito quando sono state considerate marginali le riunioni convocate per delineare una linea politica fondamentale per il prosieguo dell’attività del gruppo.

A malincuore ritengo che Con abbia effettivamente smesso di esistere quando le posizioni individualistiche hanno soffocato la visione d’insieme, quando incarichi politici e ruoli istituzionali hanno sopito gli ardori di una progettualità futura da condividere negli interessi della comunità. Invece si resta inermi difronte agli eventi, flemmatici e demotivati nonostante l’imminenza di appuntamenti elettorali di fondamentale importanza come le prossime europee dove il civismo avrebbe potuto giocare un ruolo da protagonista contribuendo a scrivere il futuro dell’unione europea e quello dell’Italia”.

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