La prima delle grandi strade che attraversavano l’impero, costruita con tecniche ingegneristiche innovative, contribuì alla diffusione della civiltà urbana e all’unificazione culturale di tutte le genti del mondo romano. La Via Appia Antica è stata inserita lo scorso 27 luglio nel patrimonio mondiale dell’Unesco unitamente alla via Appia Traiana, realizzata alcuni secoli dopo, nel 110 d.C., che da Benevento arriva sino a Brindisi costeggiando a sud Cerignola, proseguendo verso Canosa ed attraversando Ruvo e Bitonto. La cittadella di Canne della Battaglia, pur non venendo attraversata dalla via Appia Traiana, ne conserva alcune testimonianze. Qui sono stati ritrovati ben sei miliari provenienti da Canosa, quattro dei quali ancora presenti in loco, ovvero grandi pietre che scandivano la distanza percorsa dal luogo di origine della strada (in questo caso Benevento) o della città più vicina. Oltre al numero del miglio, riportano il nome del console o dell’imperatore che ha finanziato l’opera pubblica. È il caso ad esempio dell’unico dei quattro cippi senza identificazione numerica che fa riferimento ad un rifacimento stradale voluto dall’imperatore Costantino nel 314 d.C. Canne era uno snodo fondamentale per il raggiungimento dell’area costiera. Le fonti storiche parlano di due percorsi che da Canosa, passando per Canne, portavano al mare: uno poco distante dall’attuale strada delle Salinelle che giungeva alla foce dell’Ofanto, e l’altro vicino all’attuale SS93 che portava a Bardulos, l’antico nome di Barletta. “C’è insomma un patrimonio storico e culturale legato a Canne della Battaglia e al suo rapporto con la via Appia Traiana che non può essere trascurato” dicono dal Comitato Pro Canne della Battaglia. “La direzione del sito archeologico ha già attivato percorsi di valorizzazione, è giusto che anche il Comune di Barletta si faccia trovare pronto”.
Testimonianze della via Appia nella cittadella di Canne
«Il Comune sfrutti potenzialità di un patrimonio Unesco»
