Cinque persone, ritenute dagli inquirenti i componenti di una vera e propria organizzazione criminale, sono indagate per l’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile e ritrovato quattro giorni dopo, carbonizzato, nelle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha notificato gli avvisi di garanzia contestando il concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso.
Gli indagati sono: Igli Kamberi, 40enne di origini albanesi; Francesco Sassi, 55 anni, residente a Minervino Murge; Antonio Lanotte, 25 anni, di Barletta; Saverio e Nicola Dibenedetto, padre e figlio rispettivamente di 58 e 21 anni, anche loro barlettani.
Alcuni degli indagati non sono nuovi alle cronache giudiziarie. Igli Kamberi, in particolare, è già noto per aver partecipato, nel gennaio 2015, a un agguato armato ai danni dell’allora consigliere comunale di Barletta, Pasquale Ventura. In primo grado fu condannato a otto anni per tentato omicidio, pena poi ridotta in appello nel 2017 a tre anni e quattro mesi per lesioni aggravate.
Anche Antonio Lanotte è recentemente salito agli onori della cronaca per un episodio avvenuto il 3 marzo 2025, quando aggredì brutalmente un uomo in pieno centro, su corso Vittorio Emanuele a Barletta, colpendolo con una mazza da baseball, calci e pugni. Si trattò di una vendetta: la vittima, la sera precedente, aveva investito con l’auto la sorella di Lanotte fuggendo senza prestare soccorso. A Lanotte venne inizialmente contestato il tentato omicidio ma il reato è stato riqualificato in lesioni aggravate, e il 25enne ha patteggiato una pena di un anno, sospesa, rimanendo in libertà.
Anche Francesco Sassi è un volto noto alle forze dell’ordine. Una villetta nella sua disponibilità tra Canosa e Minervino, non lontana dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Diviesti, è stata posta sotto sequestro dalla Polizia nei giorni scorsi. Saverio Dibenedetto avrebbe invece precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. Lui e suo figlio avrebbero avuto una discussione con Diviesti poche ore prima della scomparsa del ragazzo.
Le indagini della DDA sull’omicidio si inseriscono in un fascicolo aperto già nel 2023 e proseguono a ritmo serrato per delineare con precisione ruoli e responsabilità nella morte del 26enne.
