Potrebbe essere stato ucciso a colpi di pistola il 26enne barlettano Francesco Diviesti, scomparso nel nulla lo scorso 25 aprile e il cui cadavere carbonizzato è stato ritrovato quattro giorni dopo in una grotta nelle campagne tra Canosa e Minervino Murge. Sulla scena sono stati rinvenuti bossoli riconducibili a due pistole di diverso calibro, segno che sarebbero stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. Sul corpo della vittima, infatti, sarebbero stati rilevati segni compatibili con ferite da proiettile.
Gli inquirenti ipotizzano che il giovane sia stato ucciso a colpi di pistola e successivamente dato alle fiamme, ma solo l’autopsia ancora in corso potrà escludere che possa essere stato bruciato ancora in vita. Le indagini sono coordinate dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Ettore Cardinali e Daniela Chimienti. L’inchiesta è stata avviata con l’ipotesi di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Cinque le persone attualmente iscritte nel registro degli indagati.
