Questa mattina presso il centralissimo Punto Einaudi, una libreria nella zona pedonale di Barletta, si è registrato un increscioso episodio, riportato sulle proprie pagine Facebook prontamente dalla stessa libraia del negozio che è stata protagonista e testimone a suo malgrado: “Oggi in libreria al Punto Einaudi, un gruppo di turisti israeliani ha reagito con rabbia alla vista di una poesia palestinese e di una bandiera esposta in vetrina. Questa non è provocazione. È solidarietà. È denuncia contro ogni forma di oppressione.
La nostra libreria è uno spazio libero, di cultura, di dialogo. Non accettiamo minacce. Non accettiamo odio. Rispondiamo con le parole, con i libri, con la verità. La cultura resiste. Sempre”.
Questo il post riportato sulle pagine Facebook della libreria e condiviso da tantissimi altri cittadini barlettani. Lo spiacevole episodio è figlio dell’immagine guerrafondaia che ci viene offerta riguardo all’attacco inaudito di Israele verso la Striscia di Gaza e dunque i Palestinesi. Questo tipo di comportamenti che superano persino il terribile razzismo, non potevano che rappresentare il risvolto di una delle pagine più tristi che riguardano l’attualità.
Quattro donne dichiaratisi israeliane in un inglese rudimentale si sono espresse contro una poesia di Refaat Alareer e la bandiera esposta e hanno chiesto di toglierla, ma al rifiuto delle titolari hanno iniziato ad inveire in una lingua incomprensibile ritenendo che fosse ingiusto che un esercizio commerciale esprimesse il proprio giudizio a favore della Palestina.
