Una tragedia sfiorata, l’ennesima lungo la strada statale 93, questa volta tra Barletta e Canosa di Puglia. E’ di due feriti il bilancio dell’incidente avvenuto nella serata di ieri (mercoledì 26 novembre) all’altezza dello svincolo per Canne della Battaglia. Coinvolti un autocarro e un’auto. Entrambi i conducenti sono stati soccorsi dalle equipe sanitarie del 118 e trasferiti in ospedale, uno al “Bonomo” di Andria e l’altro al “Dimiccoli” di Barletta. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale della Questura BAT, incaricata dei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. La strada è rimasta interdetta a lungo per consentire gli accertamenti e poi la rimozione dei mezzi.
Un grande spavento su una strada che da sempre sconta un elevato rischio per la sicurezza di chi la percorre. Anche nel 2025 le pagine di cronaca sono piene dei nomi di chi ha perso la vita sulla statale 93, da Barletta sino in Basilicata, motivo per cui è definita la “Appulo-Lucana”, ma anche la strada della morte. L’ultima vittima è Salvatore Abruzzese, il motociclista 23enne di Minervino Murge deceduto il 1 novembre scorso nello scontro con un’auto tra Canosa e Lavello. Il 13 settembre un altro centauro morto, il 25enne di Margherita di Savoia Antonio Valendino, a seguito di un sinistro sempre tra moto e auto a Rapolla. Di Rapolla era invece la 25enne Michela Radino scomparsa la notte tra il 2 ed il 3 giugno nei pressi di Loconia quando l’auto su cui viaggiava – con al volante un’amica – è uscita fuori strada. Ed ancora, il 22 maggio scorso tra Canosa e Barletta l’incidente tra due autovetture ed un’autocisterna costato la vita ad un 67enne canosino. Un elenco interminabile.
Di messa in sicurezza se ne parla da anni, ma solo per il tratto che da Canosa va verso il territorio lucano. Ad oggi comunque senza un esito chiaro. La sensazione è che probabilmente bisognerebbe focalizzarsi sulla sicurezza di tutta la statale 93. Un problema certificato dalla lunga scia di sangue.


































