Dopo il sopralluogo di venerdì 23 ottobre sulla contro-strada di via Leopardi a Barletta, Rosa Cascella e Michela Diviccaro, componenti della commissione Ambiente, replicano al presidente della commissione, Dibendetto, intervenuto per dire di essere mosso dalla necessità di ristabilire la verità.
Le due consigliere osservano che Dibendetto da una parte ribadisce un principio condiviso da tutti, ossia la necessità di assicurare la sicurezza e l’incolumità pubblica contemperando l’esigenza di incrementare il patrimonio verde della città. Dall’altra, però, sottolinea che gli alberi della contro-strada vanno abbattuti. «Questa è un’affermazione da cui prendiamo nettamente le distanze, ribadendo che non è così», dichiarano. «Quegli alberi non rientrano nell’elenco dei 247 esemplari del piano di abbattimento e nessuno ne ha convalidato, in sede di sopralluogo, l’abbattimento».
Esiste invece, evidenziano Cascella e Diviccaro, un progetto per quel tratto di strada, del valore di quasi 250mila euro, approvato con una delibera di giunta l’8 ottobre scorso. Prevede la riqualificazione dell’area, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la sistemazione dell’area parcheggio per le auto. Secondo le consigliere, gli alberi presenti «possono e devono restare dove sono»: basta prevedere una pavimentazione adeguata al posto dell’asfalto, una pavimentazione drenante, un progetto di sollevamento, uno studio tecnico architettonico diverso che consenta di tenere insieme alberi e area parcheggio.
Le esponenti della commissione Ambiente si soffermano poi su un’altra affermazione del presidente, secondo cui l’amministrazione si sarebbe affidata per le decisioni a tecnici ed esperti. Innanzitutto, spiegano, gli stessi tecnici hanno chiesto ulteriori valutazioni, indicazione che per ora è stata ignorata dalla politica. Ma il punto importante, aggiungono, è un altro: «L’idea di città non è una questione tecnica ma politica».
Sugli alberi da abbattere, ricordano, è stato lo stesso Tritto, che ha redatto il censimento arboreo, a prescrivere un approfondimento attraverso una Vta di secondo livello. Una necessità ribadita, durante il sopralluogo, dai tecnici del settore presenti, il dirigente Lomoro e la dottoressa Dinuzzi.
«Basta col ritornello del “noi vogliamo il bene di Barletta”: lo vogliamo tutti e tutte», affermano Cascella e Diviccaro, aggiungendo di capire che si faccia leva sempre e solo sulla «pancia», ma che qui «i sentimenti c’entrano ben poco».
Le due consigliere spiegano infine di aver voluto chiarire quanto emerso durante il sopralluogo e restituire verità alla narrazione per rispetto della linea seguita da anni con la commissione Ambiente, perché la città sappia e perché gli impegni presi venerdì scorso vengano rispettati. Ribadiscono che, come componenti della VII commissione, con e dentro le forze politiche che rappresentano, continueranno a vigilare e a battersi per una visione diversa di città.
