A cura di Viviana Damore

È stata una grande vittoria quella conseguita da ScartOff di Barletta al concorso nazionale bandito dalla Fondazione Pescarabruzzo in occasione della “Settimana europea del rifiuto”. L’istituto ha promosso una sfida incentrata su arte e design contemporaneo come veicoli per la diffusione di una cultura della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. Nell’occasione abbiamo intervistato Michela Rociola, che con Antonella Semeraro è mente creativa di ScartOff.

Come avete preso parte al concorso della Fondazione Pescarabruzzo? Che oggetto avete presentato in gara?

«Io e la mia socia abbiamo partecipato al concorso, poiché rivolto alla tutela ambientale e alla rivalutazione degli scarti. Abbiamo presentato in gara la nostra “Drumlamp”, una lampada creata grazie ad un tamburo di una batteria musicale, una pentola ed un sottopentola in sughero. La lampada appartiene alla nostra “collezione musicale” ovvero un insieme di oggetti nati dal riuso di strumenti musicali ormai abbandonati, crediamo fortemente nella funzionalità di ogni nostro oggetto oltre che nel valore estetico che questo possa avere. Siamo stati premiati con un terzo posto, per il quale abbiamo ricevuto un premio in denaro e, a sorpresa, siamo stati sorteggiati per partecipare alle Biennale di Verona e per un anno compariremo su una rivista nazionale con i nostri manufatti.»

"Drumlamp", l'oggetto vincitore del premio Ecodesign
“Drumlamp”, l’oggetto vincitore del premio Ecodesign

 

Cosa avete provato non appena appreso di aver vinto?

«La vittoria ci ha colto di sorpresa, in un momento forse anche di sconforto, ci ha risollevato il morale e donato l’energia per continuare. La bellezza c’è e si può andare oltre le solite dinamiche e con questo premio ne abbiamo avuto la dimostrazione».

Sono sempre moltissime le vostre iniziative. La cittadinanza barlettana come risponde ai vostri progetti?

«Molti sono i cittadini curiosi che ci mostrano approvazione e voglia di scoprire il nostro mondo. Diversamente le istituzioni sono ancora blindate, mentre le scuole sono più propense a mettersi in gioco abbracciando i nostri progetti e sostenendo la causa del rispetto ambientale».

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Quali sono i progetti che state coltivando per il futuro?

«Al momento siamo in esposizione al Salone del Mobile 2016, grazie alla nostra collaborazione con un’azienda olearia di Andria, dove attraverso il riuso dei loro orci, dipinti a mano, abbiamo realizzato degli oggetti in cui si fondono principi fondamentali come l’artigianato, il riuso e la tradizione. Prossimamente ci dedicheremo alla realizzazione di oggetti partendo dai sacchi del caffè. Spesso sono le aziende stesse che si rivolgono a noi per poter dare una vita diversa al rifiuto. Per l’estate forse una vacanza sarebbe l’ideale, ma non ci arrendiamo mai, stiamo infatti organizzando corsi all’aperto e coltiviamo un sogno, attraverso la partecipazione ad un bando, per poter creare un “Centro d’educazione ambientale a Barletta”».