Marcello Lanotte: «Area Popolare è una forza inclusiva, rappresentiamo la politica del fare»

Marcello Lanotte: «Area Popolare è una forza inclusiva, rappresentiamo la politica del fare»

Intervista all’assessore ai servizi sociali e leader della forza centrista

 

A cura di Adriano Antonucci

Assessore ai servizi sociali, già assessore al traffico, leader di quell’Area Popolare che ad oggi con 5 consiglieri comunali rappresenta la seconda forza politica cittadina, Marcello Lanotte è senza dubbio uno dei maggiori esponenti della coalizione che attualmente guida la città di Barletta. Con lui abbiamo voluto affrontare diversi aspetti della vita politico-amministrativa barlettana partendo dal presente fino ad arrivare ai possibili scenari futuri che potrebbero vederlo sempre più protagonista.

Assessore, al momento lei è rappresentante della seconda forza presente in consiglio comunale (Area Popolare), una forza centrista che certificherebbe lo spostamento verso il centro dell’asse della maggioranza seguendo uno schema che ricalca quello presente a livello nazionale. Il sindaco in una recente intervista a noi concessa ha negato questa “deriva centrista” lei cosa si sente di rispondere?

«Rispondo innanzitutto dicendo che l’asse della maggioranza non si è spostato più verso il centro. Le operazioni politiche che noi cerchiamo di fare sono volte ad includere, perchè in politica vince chi sa aggiungere, creare consenso e mettere insieme le persone sulla base delle azioni amministrative che sono capaci di fare. Chi sottrae o porta avanti una politica di diktat si autoesclude. Entrando nel merito, posso affermare che nessuno ha escluso parte di Sinistra Unita, non mi pare che ci sia un documento politico che la escluda, anzi c’è un documento politico che una parte di Sinistra Unita non ha voluto sottoscrivere agitando lo spauracchio dell’ingresso dei socialisti in maggioranza che puntualmente non è avvenuto e poi non si è capito per quale motivo non lo abbia fatto. Probabilmente, ipotizzo, che il reale motivo possa essere il mancato riconoscimento di una poltrona. Questa maggioranza ricalca effettivamente lo schema nazionale sarebbe ipocrita negarlo e noi fungiamo da elemento attrattivo».

Con 5 rappresentanti Area Popolare è la seconda forza di maggioranza dopo il PD
Con 5 rappresentanti Area Popolare è la seconda forza di maggioranza dopo il PD

 

Il suo gruppo è composto anche da due consiglieri (De Sario e Dascoli ndr) provenienti da altre realtà e questo ha portato a numerose accuse di trasformismo, qual è il suo punto di vista?
«Voglio fare chiarezza. La consigliera Desario è stata cacciata dal M5S, mentre la consigliera Dascoli si è dichiarata indipendente un anno prima di entrare in Area Popolare e già questo contribuisce a rendere più chiaro il quadro della situazione. Inoltre, va detto che in Italia il trasformismo ha un prezzo e mi pare che il sindaco non abbia pagato a nessuno il prezzo di 2 consiglieri comunali in più all’interno della maggioranza. Quel che penso è che qualcuno voglia nascondere la propria voglia insoddisfatta di poltrone gettando discredito su chi ogni mattina si sveglia con l’idea di metter in atto azioni amministrative concrete e non di parlare alla luna lanciando accuse di trasformismo, parlando di impostazioni renziane, sventolando lo spauracchio della Democrazia Cristiana o del partito della nazione. Ribadisco, il trasformismo non c’è perchè al trasformismo corrisponde dai tempi di Giolitti ad un prezzo che non è stato pagato».

Quali sono le prospettive di Area Popolare? Vi candidate a consolidare il ruolo di alleato del PD, o vi ritenete liberi di dialogare anche con il centro destra come ipotizzava il consigliere Damiani nell’intervista a noi concessa qualche settimana fa?

«Quella della nostra volontà di dialogo con altre forze politiche esterne alla maggioranza è una elucubrazione mentale del consigliere Dario Damiani che essendo rimasto isolato ed essendo il suo schieramento in balia dei potentati biscegliese, canosino ed andriese, spera di creare confusione e gettare discredito su chi ogni giorno si sforza di fare politica. Chi oggi si trova in questa situazione di isolamento deve chiedersi perchè è solo e non pensare che gli altri debbano andare alla ricerca di chissà quale alchimia politica. Noi siamo ancorati a questa maggioranza e se le condizioni non dovessero cambiare noi rimarremo in questa coalizione ed anche qualora le condizioni dovessero cambiare sarebbe l’attuale centro-destra a dover discutere con noi visto il nostro peso politico attuale e non viceversa».

Da esponente della prima e della seconda giunta Cascella, come giudica questi anni di amministrazione? Quali differenze si possono individuare tra le due giunte? Ci sarà il tanto ventilato cambio di passo?
«La prima giunta Cascella scontava un cortocircuito tra le forze politiche e le rappresentanze in giunta che determinava un minore coinvolgimento della politica e de partiti nell’azione amministrativa. Si erano creati due binari paralleli che non si intersecavano mai mentre oggi abbiamo una giunta maggiormente connotata politicamente. Affermare oggi che ci sarà o meno il cambio di passo è ovviamente prematuro dato che siamo solo a due mesi dall’insediamento della nuova giunta. Io, dal canto mio, penso che le idee camminino sulle gambe degli uomini e per cui che la giunta sia politica, partitica, tecnica o mista se gli assessori e gli uomini che hanno incarichi amministrativi non sono all’altezza di svolgerli il risultato non cambia».

Per Marcello Lanotte è prematuro affermare che la nuova giunta Cascella porterà un cambio di passo
Per Marcello Lanotte è prematuro affermare che la nuova giunta Cascella porterà un cambio di passo

 

Quali sono i risultati raggiunti in questi anni di governo che lei rivendica? Quali invece gli obiettivi e i progetti ancora da realizzare?
«Parlando dei risultati raggiunti, mi vorrei soffermare su quelle questioni messe in luce dalla mia area politica e parto da un aspetto forse poco reclamizzato ma importante: l’autocostruzione. In questi giorni dopo lungo tempo è stato finalmente aggiudicata ad una cooperativa di autocostruttori che poi sono quelli che avevano iniziato il percorso parecchi anni fa con i corsi organizzati dalla Regione. Un altro risultato che rivendico è lo sgombero degli abusivi dell’ex distilleria ed aggiungo che se le case ad oggi non sono ancora state consegnate agli anziani è solo a causa delle lungaggini della burocrazia. Rivendico anche la pubblicazione del bando dei 24 alloggi popolari e la partenza dei cantieri di cittadinanza, progetto quest’ultimo avviato da chi mi ha preceduto. Una cosa a cui tengo particolarmente però è la creazione dell’isola pedonale più grande della Puglia, forse seconda solo a quella di Bari. Al momento la formula proposta è stata posta in essere solo durante le festività natalizie ma i risultati positivi sono stati tangibili e il percorso è stato tracciato. Ora bisognerà completare il progetto arricchendo la zona con panchine, fioriere e tutto ciò che servirà per renderla più fruibile».

L'assessore Lanotte alla presentazione dei cantieri di cittadinanza
L’assessore Lanotte alla presentazione dei cantieri di cittadinanza

 

Assessore, il suo nome è uno di quelli più ricorrenti quando si pensa ad un futuro candidato sindaco della coalizione attualmente al governo della città. Si sentirebbe pronto per questo ruolo? Qual è la sua idea di coalizione?
«La risposta potrà darla solo il tempo. La responsabilità della guida di una coalizione o di una comunità viene riconosciuta da parte di chi deve tirare con te la carretta. Un sindaco deve essere autorevole e l’autorevolezza deve essere riconosciuta da tutti a partire dalla politica, fino alla burocrazia che con il muro di gomma creato dai cosiddetti “posti fissi” è uno dei problemi più grandi presenti a Palazzo di Città. La mia è un’idea di coalizione allargata che legittimi il suo leader anche passando dalle primarie, che sappia aggiungere e non sottrarre, una coalizione che possa mettere anche in conto di perdere quelle parti di politica vecchia e obsoleta che rappresentano un freno allo sviluppo della città. La politica del no a prescindere, la politica del finto ambientalismo non paga. Non si può fare un carrozzone dove ci si mette tutti insieme, bisogna partire dal principio della politica del fare. Se tutte le condizioni elencate si verranno a creare e qualcuno riterrà che io possa essere l’interprete di questa esperienza immaginata ora, non mi potrò sottrarre perchè se si fa politica lo si fa per la comunità e se quella comunità ti chiede di metterti in gioco perchè negli anni hai dimostrato di essere un bravo amministratore devi metterti a disposizione».