A cura di Stefania Ricatti
Nell’ambito del programma di attività di monitoraggio ambientale nel territorio della città di Barletta, sono stati pubblicati dagli Attivisti 5 Stelle cittadini i risultati delle analisi finalizzate al rilevamento della contaminazione delle acque sotterranee dell’area industriale. In seguito al campionamento, che si è svolto nel periodo dal giorno 16 al giorno 19 febbraio 2016, le analisi-chimico fisiche sono state effettuate in contemporanea dal CNR-IRSA e dall’ARPA Puglia.
In tutti i campioni sono stati ricercati i principali inquinanti legati all’attività industriale, tra cui solfati, nitrati, fosfati e i principali metalli pesanti. Inoltre, è stata posta particolare attenzione alla determinazione dei livelli di cromo esavalente, noto per gli effetti tossici e cancerogeni, IPA (idrocarburi policiclici aromatici), nitrobenzeni e altri composti organici dannosi per la salute umana.
Sono apparsi «particolarmente rilevanti in alcuni campioni di acque di falda i livelli di cromo VI, 1,2 dicloropropano, 1,1 dicloroetilene, tetracloroetano, solfati, nitrati, nitriti, selenio, che superano i limiti massimi consentiti dal decreto legislativo 152/2006».
Proprio con l’obiettivo di individuare le anomalie del flusso di falda e di definire la provenienza della contaminazione, i carabinieri hanno posto sotto sequestro l’area interessata, adiacente all’azienda Timac Agro, più volte accusata di inquinamento ambientale. «A tal riguardo-termina la relazione (clicca qui per scaricarla) si renderà necessaria l’individuazione ed il monitoraggio di alcune strutture che determinano l’anomalia del flusso di falda al fine di poter definire con esattezza la movimentazione delle contaminazione, in attesa degli approfondimenti biomolecolari che permetteranno, anche grazie alla seconda campagna, la possibilità di ottenere un quadro molto più dettagliato e completo che potrà fornire elementi utili alla comprensione dei reali andamenti della falda».






































