La scuola fa sapere che i bambini dovranno andare via, dal comune invece dicono che si risolverà tutto. La polemica questa volta non riguarda il progetto alimentare in sé, ma nasce direttamente dalle mamme dell’asilo Armellina del quartiere Punta Pagliaio a Margherita di Savoia. «A fine luglio – affermano le mamme – quando abbiamo ritirato le pagelle la maestra ci ha comunicato che a settembre i nostri figli avrebbero iniziato l’anno scolastico in un nuovo plesso, cioè nell’asilo Buonarroti del quartiere Isola verde – Città giardino. Questa, secondo quanto ci è stato riferito, è una conseguenza dovuta alla scelta fatta nell’iscrizione di febbraio di non selezionare sul modulo la casella del servizio mensa. Una scelta giustificabile perché in quel periodo nessuno ha mai fatto cenno concretamente a un servizio alimentare nella scuola».
Va chiarito, però, che il servizio presentato a giugno dall’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Marrano non riguarda la mensa ma è un progetto alimentare realizzato dal comune in collaborazione con l’istituto Alberghiero di Margherita di Savoia, l’Asl e alcune aziende del territorio, inoltre il plesso Armellina e il Kennedy di zona Cancello sono i soli due asili che hanno gli spazzi per poter trasformare e servire il cibo ai bambini, mentre il Buonarroti non può ospitare nulla perché più che una scuola sono dei box arrangiati ad asilo. «La situazione ci preoccupa – continuano le mamme – perché al posto dei banchi di scuola in quelle aule verranno messe le cucine e i nostri figli saranno mandati nel plesso di Isola verde al posto dei bambini che invece a febbraio hanno selezionato l’opzione mensa. Noi ci siamo rivolte alla preside Maria Rosaria Albanese e come risposta ci è stato detto che non può agire diversamente in quanto si tratta di direttive date dal comune. Abbiamo chiesto aiuto all’assessore alla pubblica istruzione Angela Cristiano ed è sembrato volesse aiutarci ma ad oggi non ci è stato detto nulla. Come mamme siamo determinate ad andare avanti per il bene dei nostri figli. Ci appelliamo ai consiglieri comunali di buon senso affinché ci diano una mano».




































