La situazione politica e le ricette per guarire una città definita ferma su se stessa, le vicissitudini interne a livello cittadino ed i successi a livello nazionale. Di questo abbiamo parlato recandoci nella loro sede di via Marulli 9, con gli Attivisti 5 Stelle di Barletta che ci hanno offerto una vasta panoramica del loro pensiero.

Corvasce, Catino ed infine Desario con il conseguente cambio di casacca di quest’ultima. Possiamo dire che l’esperienza istituzionale del M5S a Barletta non è stata fortunata? Cosa è accaduto di preciso in questi mesi?
«Motivi personali e familiari sopraggiunti, hanno indotto la prima consigliera comunale del M5S eletta in Puglia, Patrizia Corvasce e successivamente Claudia Catino, a lasciare l’incarico, a dimostrazione che la poltrona non è l’elemento irrinunciabile del nostro impegno “politico”. Per la Desario il discorso è stato diametralmente opposto: i fatti hanno dimostrato che il suo ingresso nel M5S era finalizzato al raggiungimento della tanto agognata “poltrona”, visto che lasciò il gruppo immediatamente dopo le elezioni non essendo stata eletta. Da lì partì una sua intensa campagna denigratoria nei confronti del M5S a tutti i livelli che grazie alle segnalazioni del nostro gruppo, ha portato alla sua immediata espulsione qualche giorno dopo il suo insediamento in consiglio comunale. Da allora, invece di dimettersi dignitosamente è entrata in maggioranza, pur di restare incollata alla “poltrona”. No, non siamo stati fortunati ma assieme ai cittadini faremo tesoro dell’esperienza acquisita per prevenire situazioni di questo tipo».

Patrizia Corvasce
Patrizia Corvasce, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative

La situazione amministrativa barlettana è sotto gli occhi di tutti, il sindaco Cascella fatica a tenere le briglie della sua maggioranza nonostante il recente rimpasto di giunta. Come giudicate i 3 anni di esperienza Cascella alla guida della città?
«Terribilmente prevedibile nella sua immobilità e litigiosità. Un sindaco imposto dalle alte sfere quirinalizie non poteva che ritrovarsi in una situazione disastrata come quella attuale, visto che all’epoca si affidò ed oggi è “tenuto in vita” dagli stessi personaggi che politicamente pugnalarono alle spalle Maffei.
Per la città è stata sicuramente un’occasione sprecata.
Eppure non si era partiti male con l’avviamento della raccolta differenziata porta a porta, l’apertura del parco dell’Umanità, l’abbattimento di oltre 170.000 euro all’anno di affitti passivi, grazie alla proposta presentata dal M5S e approvata in Consiglio Comunale.
Ma questi risultati sono una goccia nel mare dei problemi in cui sta annegando Barletta:
come si fa ad amministrare una città se cade un assessore ogni 4 mesi? L’ultimo addirittura dimesso a sua insaputa…
Questa consiliatura sarà ricordata per le lotte di potere interne alla coalizione di centrosinistra a discapito della cittadinanza, e per alcuni avvenimenti che, per palese incompetenza e pericolosa superficialità hanno deteriorato l’immagine della città. Il tutto condito da un sindaco che nei fatti non aveva e non ha assolutamente la forza politica per potersi imporre per la risoluzione dei tanti problemi che affliggono Barletta.
Purtroppo siamo stati facili profeti e temiamo che l’agonìa durerà ancora a lungo».

Pasquale Cascella, definito dagli Attivisti 5 Stelle ostaggio della sua maggioranza
Pasquale Cascella, definito dagli Attivisti 5 Stelle ostaggio della sua maggioranza

Come definireste lo stato della città di Barletta in questo momento?
Barletta è una città ferma su se stessa, senza una prospettiva chiara di sviluppo in moltissimi campi: urbanistico, sociale, economico, politico. Le iniziative messe in campo non hanno un disegno complessivo organico. Il loro impatto sulla città risulta minimo o addirittura deleterio. Vediamo, infatti, una zona 167 sbloccata con forti ritardi per incapacità amministrativa e politica che ha creato una situazione precaria circa i servizi urbani; una situazione ambientale fuori controllo che ha costretto la magistratura ad intervenire per sopperire all’inerzia della politica, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini preoccupati delle emissioni delle aziende insalubri. Che dire poi della salubrità del mare, della Litoranea di Ponente, dei percorsi d’acqua (ad es. Canale H e Ciappetta-Camaggi) e del nostro meraviglioso fiume Ofanto, pericolosamente inquinati per la mancanza totale di progetti lungimiranti e seri a tutela dell’ambiente? Anche il Turismo e l’Agricoltura, settori portanti della nostra economia locale, non decollano come dovrebbero.
Barletta è una città dalle enormi potenzialità, ma spesso bistrattata per giochi di potere nei e tra i partiti.
Tra i problemi più gravi che affliggono la nostra città c’è senz’altro quello ambientale. Secondo voi i cittadini sono consapevoli della situazione? Quali sono per voi le azioni da intraprendere per cominciare ad affrontare la questione?
«Negli ultimi tempi sempre più cittadini stanno prendendo coscienza della reale situazione ambientale anche grazie all’azione di sensibilizzazione nostra, dei nostri portavoce nelle Istituzioni ed in particolar modo delle realtà associative che da anni si battono sul territorio. Le azioni da intraprendere vanno condivise con la cittadinanza e pensiamo che le 1200 firme raccolte dal Forum Salute e Ambiente con cui collaboriamo sin dalla sua formazione, per presentare in Consiglio comunale le proposte di delibera popolare sul monitoraggio ambientale delle aziende insalubri e la Strategia rifiuti zero, siano solo un punto di partenza. E pensare che i politicanti che siedono in consiglio hanno provato ad insabbiare soprattutto la delibera sul monitoraggio ambientale, cercando di rimandare la questione, che per noi non è archiviata. Anzi.
Concretamente bisogna procedere nella direzione di un immediato avvio delle operazioni di bonifica, magari utilizzando progetti co-finanziati dalla Regione e dall’Europa per i siti comunali. In via cautelare inoltre, la Regione Puglia dovrebbe sospendere l’Autorizzazione Integrata Ambientale che consente alla Cementeria di poter bruciare 65.000 tonnellate all’anno di combustibile da rifiuti, in attesa che la magistratura chiarisca in merito al presunto disastro ambientale contestato alla Buzzi Unicem. Successivamente va affrontato un discorso serio sulle modalità di produzione delle aziende che devono mettere in primo piano la sicurezza ambientale».

La Timac Agro, azienda attualmente sotto sequestro e nel mirino delle associazioni ambientaliste
La Timac Agro, azienda attualmente sotto sequestro e nel mirino delle associazioni ambientaliste

 

Alle recenti elezioni amministrative il M5s ha ottenuto risultati importanti. Pensate di poter raggiungere un giorno anche a Barletta questi risultati?
I risultati delle ultime amministrative, seppur eclatanti, non sono per noi giunti inaspettati, neanche a Torino. Sono il frutto di un lavoro continuo sul territorio a contatto con i cittadini. Lo stesso metodo che come attivisti cerchiamo di mettere in atto qui a Barletta. In questi ultimi tre mesi, fra gazebo e banchetti per la raccolta firme relative a varie proposte di referendum, siamo stati in strada fra la gente ogni settimana e puntualmente informiamo i cittadini di quanto accade in Comune e nel territorio durante le nostre consuete assemblee pubbliche in via Marulli, n. 9. E’ il nostro modo di fare politica. Non sappiamo se il M5S riuscirà a raggiungere risultati così importanti a Barletta. Quello saranno i cittadini a deciderlo. Cittadini che sempre più capiscono che finalmente si può fare politica per passione, senza investire ingenti capitali, senza avere come sponsor potentati economici, lobbies e clientele da ripagare: si può andare avanti grazie all’aiuto di tante piccole donazioni volontarie di chi apprezza quanto facciamo per la nostra comunità.

Virginia Raggi, sindaco pentastellato di Roma
Virginia Raggi, sindaco pentastellato di Roma

Qual è, in breve, la vostra ricetta per “guarire” Barletta?
Per guarire Barletta ci vuole prima di tutto un totale cambiamento della classe politica barlettana.
Noi non abbiamo una ricetta preconfezionata: sarebbe presuntuoso ed autoreferenziale solo pensarlo. La meritocrazia, la competenza, la libertà da condizionamenti politico-clientelari, devono essere alla base di un nuovo progetto di città, coraggioso e sotto certi versi rivoluzionario.
La ricetta per “guarire” Barletta scaturirà dal confronto con la cittadinanza, partendo dalla bozza programmatica predisposta nel 2013. Sono i cittadini che costruiscono il programma, cittadini che devono cambiare la propria visione arcaica della politica: bisogna smetterla di delegare ed attivarsi in prima persona. Tutti, con le proprie idee, competenze ed impegno siamo chiamati a far crescere la nostra comunità perseguendo il bene comune.