A cura di Viviana Damore
Dallo scorso novembre Barletta ha un nuovo presidente per l’organizzazione dell’ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) di cui fanno parte ex poliziotti, poliziotti in servizio e tanti simpatizzanti, persone quindi che volontariamente regalano il proprio tempo libero alla cittadinanza. Lì dove non c’è l’occhio del carabiniere o del vigile urbano gli associati segnalano subito in modo che le istituzioni possano intervenire. Abbiamo perciò intervistato il nuovo presidente Antonio Patella per spiegare alla cittadinanza quale siano le funzioni e gli obiettivi dell’organizzazione.
La vostra associazione esiste con lei che è il nuovo presidente da novembre. In che modo ha dato vita all’organizzazione ed ai progetti?
«A novembre ho deciso di accettare l’incarico di rappresentanza di questo gruppo, quindi abbiamo iniziato ad essere laboriosi e presenti nella città, alle manifestazioni. Offriamo un servizio al cittadino affinché possa sentirsi un po’ più sicuro. I miei associati svolgono infatti passeggiate all’interno della città di Barletta per sorvegliare sulla vita quotidiana dei cittadini, dando loro un senso di sicurezza ed il cittadino può rivolgersi a loro in ogni momento».
Sino ad ora quali sono gli eventi a cui avete preso parte?
«Gli eventi sono tantissimi, dalla festa al dramma. Questo significa che siamo presenti durante le manifestazioni folcloristiche della città, in accordo con l’amministrazione comunale, per vigilanza e sorveglianza delle feste. In quei momenti servono tanti uomini delle istituzioni e di volontariato, infatti sono anche presenti altre associazioni di Barletta. Il gruppo ANPS di Barletta è stato uno tra i primi ad arrivare sul luogo della spiacevole tragedia ferroviaria dello scorso 12 luglio, con tanto spirito di sacrificio ed onore i ragazzi che sono intervenuti hanno dato un incredibile supporto alle emergenze aiutando tutte le istituzioni presenti lì scavando sotto le macerie, hanno inoltre supportato i parenti che accorrevano sul posto in condizioni disperate, immaginando il peggio per i loro congiunti, hanno inoltre coadiuvato le operazioni di messa in sicurezza dell’area, né il caldo, né il sole, nè nulla ha potuto fermarli, anche il giorno successivo. Una volta cessate le necessità, il bilancio è stato pesante anche a livello psicologico».
Si parla tanto in questo periodo di terrorismo e gli umori in merito sono contrastanti. Il presidio dell’ANPS può farci sentire un po’ più sicuri?
«Ciò che ho sempre pensato è che quanto svolto dagli associati dell’ANPS non è nulla in più rispetto a quanto dovrebbe fare ogni singolo cittadino, a mio parere il vero poliziotto è il cittadino, nel senso che spesso gli occhi del cittadino sono dove talvolta quelli di un poliziotto non arrivano. È chiaro che in presenza di una divisa è raro che accada qualcosa, i volontari della nostra associazione sono lì a far capire alla cittadinanza di essere sempre presenti per qualsiasi problematica o segnalazione di reato. A parte gli associati che sono poliziotti in servizio, gli altri possono ben poco ma conoscono bene quali sono le procedure da seguire, quindi nel momento in cui vengono a conoscenza di un determinato reato possono e devono chiamare i loro responsabili o il commissariato. Ciò che gli associati garantiscono è quella presenza che diventa un deterrente per coloro che vogliono delinquere, le loro passeggiate eliminano problemi momentanei che si creano in città, come ad esempio nel caso della stazione ferroviaria. Cuore ed entusiasmo sono le loro armi più disarmanti ed il grazie della cittadinanza è sicuramente la ricompensa più bella».
Quali sono i progetti futuri della vostra associazione?
«I progetti in essere sono tanti, sicuramente avremo una sede ben visibile e fruibile dalla cittadinanza, poi avremo da organizzare tante manifestazioni che abbiamo in mente. L’idea principale è quella di crescere in maniera esponenziale a livello di numero di associati. Ciò che più desideriamo è mettere a disposizione dei ragazzi uno strumento per capire cosa significhi appartenere ad un’organizzazione come la nostra e di aiutarli a coronare un sogno che magari potrebbe essere quello di diventare un poliziotto. Può essere questo un modo per emergere e trovare un’alternativa all’infuori di discoteche, droghe, alcool e cellulari, fornendo loro dei valori che possano essere più importanti nella vita di un uomo».





































