«Da abile trasformista il sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano, ha pensato bene di deviare l’attenzione sulle maestranze Sia – azienda che gestisce la nettezza urbana della città -. La realtà, invece, è che in Consiglio comunale si è portato come punto all’ordine del giorno la discussione di un contratto privo dei pareri dei responsabili di servizio e con l’aumento del canone mensile da corrispondere al consorzio Sia». A scriverlo è il consigliere comunale di opposizione Grazia Galiotta che ha continuato: «In ogni caso il posto di lavoro delle maestranze Sia è tutelato da un Contratto Collettivo Nazionale e dalle organizzazioni sindacali italiane alle quali i lavoratori sono iscritti. La sottoscritta ha rispettato, rispetta e sempre rispetterà il suo ruolo di consigliera comunale» (Il link Ministero dell’Interno).

«Sindaco, lei ha violato l’articolo 39 del decreto legislativo numero 267/00 al comma 1 e l’articolo 16 del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Invece di insultare con parole volgari, come ha fatto nell’ultima seduta, e scrivere per il solo gusto di apparire, perché non dice ai salinari cosa le ha comunicato il Ministero dell’Interno lo scorso 8 agosto? A seguito delle dimissioni dell’ex presidente del Consiglio del nostro comune  – Raffaele Rutigliano – il 20 giugno scorso, la sottoscritta veniva nominata nuovo presidente. Successivamente il 22 giugno facevo richiesta di un ufficio per poter adempiere alle mie funzioni, ma il primo cittadino vietava l’accesso alla casa comunale perché non riconosceva nella sottoscritta la carica istituzionale conferita dal Consiglio. Dopo una settimana veniva fatta richiesta da parte di 4 consiglieri comunali (Domenico Lodiposto, Ruggiero Piccolo, Antonella Cusmai e Vincenzo De Pietro) di convocare un Consiglio comunale monotematico urgente per discutere del servizio Sia. Questo dimostra ampiamente come il nostro gruppo si sia sempre preoccupato delle maestranze. Voi – maggioranza – invece come mai non vi siete presentati alla prima convocazione? Lo stesso giorno venivano informati la Prefettura e il Ministero degli Interni circa il veto posto dal sindaco in merito alla legittimità del ruolo istituzionale della sottoscritta. Tutti gli adempimenti riferiti alla convocazione dei capigruppo e del Consiglio Comunale sono stati effettuati presso la mia abitazione. Il 30 luglio infine il primo cittadino, a discapito degli articoli di legge già menzionati, convocava un Consiglio comunale da sé pur non avendone titolarità, rifiutando con tutta la sua maggioranza la convocazione fatta della sottoscritta e scrivendo in calce con la firma: “rifiutato perché non riconosciuta la figura del Presidente”. Bene signor Sindaco, ora che il Ministero dell’Interno si è pronunciato in merito alla legittimità delle funzioni vicarie della sottoscritta come Presidente del Consiglio (allegato), venendo meno il ruolo istituzionale che lei dovrebbe garantire ad una comunità, visto che non ha rispettato leggi e regolamenti, tenuto conto che ha completamente disatteso le promesse fatte ai salinari in campagna elettorale, oggi è doveroso da parte sua rassegnare le dimissioni. Prima di commentare a sproposito sul ruolo istituzionale che la sottoscritta riveste, si guardi allo specchio e faccia mea culpa».