A Margherita di Savoia continua l’emergenza pioggia. La situazione peggiora quotidianamente e dalle istituzioni neanche un segno. Commercianti e cittadini contano i danni e i turisti si ripromettono di non scegliere più Margherita come meta delle loro prossime vacanze.  «Siamo arrivati ieri da Milano – afferma una coppia – e ci siamo trovati davanti a questo scempio. Per quanto ci riguarda non sceglieremo più Margherita come meta per le nostre vacanze». Ma questo è solo uno degli effetti negativi che subiranno solo i cittadini, perché: «Noi commercianti – secondo il proprietario di un bar – abbiamo chiesto informazioni ai vertici e ci hanno risposto semplicemente che le pompe di aspirazione dell’acqua non funzionano. Non stiamo lavorando e la merce verrà tutta buttata». Ormai chi ha ancora un’attività commerciale nella città del sale vive con la paura di vedersi allagato il negozio da un momento all’altro. «Ho aperto la mia attività – dice ai nostri microfoni un cartolaio – nel 1999. Da 17 anni la situazione è sempre la stessa. Non si risolve mai nulla».

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In merito alle pompe dell’impianto di aggottamento dell’acqua non funzionanti, la storia da fonti interne sembra proprio un’altra. Circa 10 anni fa quando hanno avuto inizio i lavori di realizzazione dell’impianto vicino all’ex Saibi, le operazioni sono state bloccate in quanto l’area pare sia stata sequestrata dopo i prelievi fatti dall’arpa, in seguito a una denuncia del sindaco di allora, sul terreno da cui provenivano dei cattivi odori. Quindi lungo corso Vittorio Emanuele c’è un canale alto circa 2 metri, mentre vicino al comune, dove un tempo sorgeva l’azienda, il canale si restringe notevolmente consentendo il lavoro lento di una sola pompa. Se poi si aggiunge che i lavori fatti di recente per rimodernizzare l’impianto non sono serviti a nulla (sembra dei topi abbiano rosicchiato i cavi) i salinari ricevono un altro buco nell’acqua. In pratica nella tratta Punta Pagliaio – chiesa del Santissimo e Banca Carine – ex comune c’è chi fa le provviste di pane perché: «Non si sa – secondo alcuni abitanti – se il giorno dopo ci sarà il lusso di poter uscire di casa e andare a comprarlo». Le attività non aprono e quelle che aprono lo fanno solo per contare i danni. Posta e studi medici sono irraggiungibili. Le strade sono state bloccate appena l’acqua ha toccato il mezzo metro d’altezza con successivo intervento dei Vigili del fuoco.