A cura di Viviana Damore

Il “Barletta-Milano” sta strabiliando le papille gustative di chi è pronto ad accettare la sfida di un cocktail che diventa fusione di terre e sapori. Il Corriere della Sera l’ha definito il “must have” di questo autunno, per i palati più raffinati che degusteranno un cocktail nel Damascegliere, il nuovo cocktail bar e ristorante in Brera. Il suo creatore, il barlettano Vincenzo Losappio, famoso per aver partecipato al contest Mixologist, sta portando con onore il nome della sua città in giro per il mondo, grazie anche ai clienti internazionali che si affidano alla sua maestria da bartender. Da un’idea di amore per la propria terra ed i suoi sapori è nato un prodotto eccezionale e noi abbiamo voluto che fosse proprio Vincenzo a raccontarci la genesi di questo prodotto rivoluzionario.

Com’è nata l’idea del “Barletta-Milano?

« Il “Barletta-Milano” è una variante del classico “Milano-Torino” dove Milano è rappresentata dal Campari e Torino dal vermouth. Ho sostituito il vermouth con il vino “Rosso Barletta” che è l’unico prodotto d.o.c. a Barletta e un mix di vini pugliesi. L’idea di questo drink l’avevo da tempo ma l’ho sviluppata al momento e nel posto giusto grazie al mio bar manager Mattia Pastori che ha fortemente voluto che in lista ci fosse un cocktail che mi rappresentasse ( abbiamo solo 14 drink nel menù). L’ulteriore particolarità del cocktail è che il bordo del bicchiere è imbevuto in olio extravergine d’oliva (utilizzo quello prodotto da mio padre) a cui si va ad attaccare una polvere di tarallo scaldato pugliese e arancia disidratata. Il tutto viene carbonizzato (aggiunta di co2) ed il risultato è strepitoso: abbiamo un mix di sapori (amaro, dolce, acido, sapido, frizzante) che coinvolge le papille gustative».

Cocktail Losappio (Copia)

In che modo hai selezionato gli ingredienti? È un cocktail per tutti?

«Ho voluto che nel cocktail non fosse solo presente la Puglia ma proprio Barletta, è l unico prodotto d.o.c. che abbiamo è proprio il Rosso Barletta, il tarallo è di un tarallificio artigianale barlettano e l’olio extravergine d’oliva è una produzione di mio padre. In un cocktail bisogna bilanciare i sapori in modo che il risultato sia equilibrato».

Sta riscuotendo successo questo cocktail misto Puglia-Lombardia presso i clienti?

«In realtà sta riscontrando un risultato migliore di qualsiasi previsione positiva. A Milano esiste l’ora dell aperitivo e questo cocktail è una valida alternativa ai classici cocktail aperitivi. Lo hanno provato ospiti provenienti da tutto il mondo, operatori del settore e la cosa più simpatica è che leggendo il menù i clienti restano colpiti dal nome Barletta ed ho scoperto che circa il 30% dei nostri clienti ha origini pugliesi.»

Sicuramente molti tuoi conterranei verranno a trovarti in quel di Brera: cosa provi per la tua terra?

«Sono molti i barlettani a Milano che sono già passati a trovarmi o i concittadini di passaggio. Io adoro Barletta e la sua gente, a Barletta sono nato e cresciuto anche lavorativamente parlando; questa è la mia prima esperienza fuori ed è un’esperienza formativa (lavoro accanto al campione italiano dei cocktail secondo la classifica Diageo WORLD CLASS) ho una clientela internazionale e ho a che fare con i più esperti operatori del settore. Il mio obiettivo è imparare il più possibile per poi tornare nella mia città dove oltre alla mia famiglia ci sono la mia fidanzata e i miei amici».

Cosa potresti dirci dei tuoi primi giorni di esperienza meneghina?

«I primi giorni a Milano non sono semplici, il modo di lavorare è diverso, c’è una vera dedizione per il lavoro, ho pochissimo tempo libero, ma è una città fantastica che funziona in ogni settore e soprattutto apre la mente».

Se il “Barletta-Milano” è stato definito “il cocktail d’autunno” sulle pagine del Corriere della Sera, possiamo anticipare quale sarà la prossima creazione in serbo per questo inverno?

«Forse si chiamerà “La disfida”? In realtà ogni giorno studiamo nuovi drink, potrebbe esserci un altro con prodotti pugliesi e italiani. Al momento ne stiamo provando uno con timo limonato, finocchietto del Salento, lucano, liquirizia, italicus bergamotto e carruba».